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La classifica “taroccata” di Legambiente

Red.
Red.
29 Gennaio 2010 alle 8:52
29 Gennaio 2010
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L’articolo pubblicato su IVG.IT il 27 gennaio, con il titolo: “Legambiente promuove Savona: l’aria in città è tra le più pulite d’Italia”, non fa certo giustizia alla verità.

Legambiente fa informazione a senso unico, pubblicando tabelle che, caso strano, pongono regolarmente città in cui sorgono centrali a carbone grandi (come Savona), o grandissime (come Brindisi) tra quelle meno inquinate d’ Italia. Non possiamo dimenticare infatti come Legambiente sia azionista, con il Gruppo CIR De Benedetti, proprietario di Tirreno Power, della società Sorgenia Menowatt.

Dobbiamo contestare il documento di Legambiente citato nell’articolo, perché viziato da molteplici e vistose imprecisioni, che inducono nei lettori nostrani l’impressione che i valori di inquinamento registrati a Savona siano esaurienti e tranquillizzanti, insistendo sul concetto che il traffico sia il principale responsabile dell’inquinamento atmosferico, senza mai citare le centrali termoelettriche.

Precisiamo quanto segue:

1. Nell’area di Savona, Vado e Quiliano, il contributo della centrale a carbone nelle emissioni di polveri primarie, secondo i dati della regione Liguria del 2006, corrispondono al 35%, e diventano oltre l’80% se si calcolano anche le polveri sottili secondarie che derivano dalla trasformazione degli ossidi di azoto e di zolfo, emessi dalla centrale, in polveri sottili secondarie.

2. la centrale a carbone inoltre emette il 68% degli ossidi di azoto, e il 90% degli ossidi di zolfo totali.

3. l’emissione di polveri sottili dovute al traffico, in quest’area, è di circa 10 volte inferiore.

4. La valutazione dell’inquinamento mediante la sola determinazione delle PM 10 è inefficace e fuorviante dal punto di vista sanitario: esse infatti sono polveri grossolane (non sottili), inalabili ma non respirabili, e pertanto non raggiungono i polmoni, dove invece arrivano le vere polveri sottili respirabili (PM 2,5) che determinano i danni maggiori per la salute umana. La normativa italiana dal 2002 prevede l’obbligo di misurare anche le PM 2,5, ma questo non viene fatto e, guarda caso, questa grave carenza non viene stigmatizzata da Legambiente.

Ma perché è così importante il monitoraggio delle PM 2,5? Semplice: gli ossidi di zolfo, che sono emessi dalle centrali a carbone e non dal traffico, si trasformano in PM 2,5 e non in PM 10: per questo motivo la misurazione delle sole PM 10 sottovaluta di molto l’inquinamento nelle città dove esistono centrali a carbone, che in Italia sono le principali fonti di emissioni di ossidi di zolfo.

Ed ecco che questa dimenticanza mette qualche dubbio sui conflitti d’interesse che potrebbero animare chi stila certe classifiche poco scientificamente corrette. Ci pare poi assai strano che come riferimento per Savona si sia presa la centralina di Corso Ricci, quando altre centraline, come ad esempio quella di via S. Lorenzo registrano un numero di superi solitamente superiori di 2 o 3 volte.

Ma anche dal punto di vista strettamente sanitario l’associazione favorisce una interpretazione assolutamente non condivisibile, facendo intendere che i valori stabiliti per legge (i famosi 35 superi all’anno) assicurino anche una tranquillità dal punto di vista della protezione della salute, mentre invece questo dato deve essere assolutamente contestato.

Nel 2006 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito 2 concetti fondamentali: il primo è quello della necessità di misurare anche le PM 2,5, (cosa che a Savona non avviene) mentre il secondo è quello che il limite massimo di superi consentiti per le PM 10 e le PM 2,5 è di 3 all’anno. Quindi, in base ai criteri stabiliti dall’OMS per la tutela della salute dell’uomo, l’aria di Savona non è affatto salubre, anche basandoci sui rilievi utilizzati, lo ripetiamo, assolutamente insufficienti, di Corso Ricci, avendo oltrepassato di quasi 3 volte i livelli ritenuti accettabili dall’OMS.

Dottor Paolo Franceschi
Referente per l’Ambiente della Commissione
Ambiente e Salute dell’Ordine dei Medici di Savona
ISDE Savona.

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