E’ apparsa sui media locali la notizia che il sindaco di Vado Ligure vuol rivedere il Puc. Secondo la mia modesta opinione è questa una iniziativa lodevole, ma più che lodevole penso ragionevolmente inevitabile e giustificabile anche se difficile e certamente criticata dai sostenitori della piattaforma Maersk.
Recentissimamente è arrivata l’approvazione V.I.A. regionale con tutta la descrizione progettuale e sucessivamente le prescrizioni in merito che sono totalmente all’opposto. Si parlava di “sovrapasso” ma si può attuare il “sottopasso” – si può riportare l’asse di costruzione spostandolo di 3 gradi a Sud – l’accosto petrolifero si può lasciare a banchina senza spostarlo malgrado si tratti di merce infiammabile (con flash point < 60° C) e così via.
Si faceva leva sul piano occupazionale ed oggi forse sì è presa coscienza della realtà verà del bisogno umano per rendere operativa l’opera. La Maersk s.p.a. ha deciso di annullare completamente il settore containers subendo perdite di bilancio spaventose e licenziando mano d’opera ovunque. L’Autorità Portuale non riesce a trovare ditte disponibili a partecipare alle gare di appalto neppure per costruire la nuova sede.
Quanto sopra descritto sinteticamente rende logica una riflessione penso più che giustificabile: ma dopo ben nove anni di dibattiti, modifiche progettuali, studi per realizzare un Puc inerente e soddisfacente al bisogno della piattaforma e non al cittadino, siamo arrivati a questi punti dimostrando palesemente di non avere le idee chiare e, senza offesa, evidentemente con poche cognizioni in merito ai trasporti marittimi e sue problematiche.
L’11 agosto 2009, alla festa del Prc a Zinola l’ing. Canavese mi ha affermato che alla fine se la piattaforma si realizza bene altrimenti l’argomento è chiuso e passa il tutto alla Corte dei Conti. Dopo nove anni di immobilismo, dove a Vado Ligure non s’è potuto fare alcuna scelta diversa se non in funzione alla piattaforma, oggi penso che non si possa far altro che lodare il prof. Attilio Caviglia per il suo coraggio ed insieme all’amministrazione cercare di apportare quelle modifiche al Puc diventate inevitabili e necessarie.
Per la par condicio anche il sindaco di Vado ha le motivazioni per potersi rivolgere alla Corte dei Conti e quindi procedendo in tale direzione comunitariamente ci troveremmo a trascorrere altri dieci anni di immobilismo.
Riccardo Ciccione