
[thumb:12889:l]Regione. Il presidente della Regione Claudio Burlando è intervenuto sulla bufera delle presunte tangenti che ha colpito l’assessore Cassini e i consiglieri Abbundo (Pdl) e Vattuone (Pd). “Stiamo valutando come difendere al meglio la Regione. Il fatto positivo è che fino a oggi non é uscito neppure un centesimo dalle casse regionali dei Fondi di cui si parla e siamo quindi in grado di intervenire se necessario”.
Il governatore della Liguria ha poi annunciato che, dopo il consiglio regionale, si riunirà la Giunta per valutare insieme all’avvocatura della Regione quali azioni sono da intraprendere per tutelare al meglio l’ente. L’esecutivo potrebbe anche prendere in considerazine l’ipotesi di bloccare i fondi europei: “Ne discuteremo – ha detto Burlando – ma non credo che possa essere una via praticabile sia perché non c’é al momento alcuna indicazione a riguardo della magistratura sia perché potrebbe creare danni a qualche soggetto che potrebbe poi rifarsi con la Regione”.
I fondi europei sono stati già assegnati in base alle graduatorie tra i progetti presentati ma non ancora erogati: “Questo è un fatto positivo – ha detto il presidente Burlando – Non è uscito un centesimo e se è vero che c’é stato un tentativo di fare qualche cosa la Regione ha ora l’opportunità di guardare meglio gli atti. Si tratta di erogazione di fondi tra enti pubblici e in questo passaggio non sono coinvolti soggetti privati” ha concluso Burlando. L’inchiesta della magistratura è arrivata proprio nella imminenza dell’erogazione dei fondi, per assegnare i quali mancano ora solo le firme delle convenzioni tra la Regione e gli enti locali. Il presidente della Regione ha inoltre evidenziato come “nessuno dei funzionari che si sono occupati di questi bandi ha finora ricevuto comunicazione dalla magistratura, nessun ufficio che si è occupato dei bandi di cui si parla sembra oggetto di indagine”.
Riguardo alla posizione dell’assessore Cassini, Burlando ha spiegato di avere parlato con lui di quanto accaduto: “Credo che dobbiamo stare attenti a prendere decisioni affrettate perché specie dopo la vicenda di ‘Mensopoli’ con due assessori comunali che si sono dimessi che poi sono stati prosciolti in istruttoria”.