Mettiamola così: Savona è una città in piena trasformazione, in continuo movimento. Queste sono le affermazioni che sovente pronunciano molti dei nostri Amministratori della Città. E non si può dar torto. Ad esempio: la realizzazione di varie rotonde per alcuni aspetti ha dimostrato positività per il fluido urbano, per altri ha generato, e genera tuttora, caos, rallentamenti, incomprensioni tra i conducenti (si è voluto fare tutto e troppo in fretta e con una buona dose di superficialità); si vuol fare la discoteca sul Priamar rendendo di fatto la struttura interagente tra storico/nuovo e con tutte le conseguenze che produrrebbe (maggior traffico in una zona già fortemente congestionata e soprattutto il problema del rumore: basti pensare che i concerti in Darsena si sentono tranquillamente in zona La Rocca); verrà inaugurata la “nuova” stazione (dimostrazione della lentezza e del caos che ha attraversato questa “opera”), e addirittura lo steso Sindaco ha affermato che servono più treni regionali ecc..
Insomma, decisamente c’è del movimento, anche se non organizzato a livello di sistema e con una logica dell’estemporaneo. Però prima di vantare dei pregi mi chiedo: se io fossi Amministratore mi porrei delle priorità (poche e fattibili) e lavorerei coinvolgendo tutti gli interlocutori con insistenza affinchè potessi conseguire l’obiettivo. Possibile che l’ex Ospedale San Paolo sia ancora lì a dimostrare l’incapacità, le beghe, l’attenzione da parti delle lobby e quant’altro, e di non portare a chiarezza che cavolo se ne vuole fare o chi sono i soggetti che impediscono un intervento sullo stesso? Possibile che passandoci davanti uno dei nostri Amministratori non si domandi: ma possiamo fare qualcosa? e tornando in ufficio non inizi a contattare chi di competenza per vedere il da farsi? Possibile che non ne facciano esplodere un “caso”, ammesso che non lo sia già, e con determinazione, tenacia, insistenza non si lavori per dare una soluzione a questo vergognoso problema? Se si è propensi a guardare in avanti che si faccia il piacere anche di vedere le cose irrisolte che sono state lasciate indietro e che da anni aspettano una considerazione.
Marco Pozzi