
[thumb:15117:l]Savona. La Regione Liguria ha recentemente aperto la misura 125 che dovrebbe consentire ai consorzi irrigui di predisporre gli interventi di razionalizzazione e di adeguamento degli impianti volti a diminuire gli sprechi di acqua e a render maggiormente efficienti i sistemi di distribuzione.
Non sono però tra i beneficiari i consorzi irrigui, molti dei quali sono anche in provincia di Savona, che non raggiungono la maggioranza di imprese agricole e forestali propriamente detti, in quanto insistendo sui territori rurali sono al servizio di una moltitudine di cittadini, come coerentemente deve essere.
“La misura – spiega Pierluca Aicardi, responsabile tecnico-economico di Coldiretti Savona – è però entrata nell’asse 1 Gruppo 2 che è espressamente dedicata al ‘miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale’ e comprende ‘misure intese a ristrutturare e sviluppare il capitale fisico e a promuovere l’innovazione’. Tutto ciò contrariamente al vecchio Psr dove invece veniva espresso correttamente il concetto di acqua al servizio del territorio rurale e di tutti coloro che ne usufruiscono”.
“Ma la questione non finisce qua – sottolinea il responsabile tecnico-economico di Coldiretti Savona – infatti la misura 125 del Psr non pone questo tipo di vincolo per gli enti pubblici quali Comuni ed Enti Parco e la misura 322 ‘Sviluppo e rinnovamento dei villaggi’ – che rappresenta l’alternativa alla misura 125 – prevede tra i beneficiari i soli enti pubblici. Inoltre la misura 125 è stata aperta nel lontano 2007 in preadesione e alcuni Consorzi, pur sapendo di farlo a loro rischio e pericolo, hanno già realizzato corposi investimenti per migliorarsi, fiduciosi del fatto che il ruolo fosse come sempre riconosciuto.
“Coldiretti Liguria – conclude – si è quindi rivolta all’autorità di gestione regionale del Psr per verificare come risolvere le situazioni di sofferenza venutesi a creare e proponendo sostanziali modifiche al Psr da presentare direttamente a Bruxelles. Entro breve dovremo quindi avere un quadro della situazione tale da scongiurare gravi conseguenze che potrebbero svilire o peggio far fallire i Consorzi irrigui della Liguria”.