
[thumb:1887:l]Varazze. Rilanciare i Cantieri Baglietto attraverso un piano di ristrutturazione dei tre cantieri del gruppo e un piano industriale per il quadriennio 2009-2013. Questi i propositi della proprietà per salvare il Gruppo che, così come l’intero comparto della nautica, sta attraversando un momento di difficoltà dovuto anche alla grave crisi economica.
Questi sono alcuni dei punti emersi ieri dall’incontro, svoltosi presso Porto Lotti, tra il Gruppo Baglietto, rappresentato dalla proprietà, dottor Fabrizio Garilli, dal presidente del gruppo, Ruggero Massimo Jannuzzelli, dall’amministratore delegato Maurizio Cei e dal responsabile risorse umane Galdino Amantea, i sindacati di categoria delle Provincie di Savona, Pisa e La Spezia e le Rsu dei tre cantieri del gruppo.
Per rialzare la testa la proprietà ha annunciato di quindi di aver predisposto con il supporto di una società di consulenza, Bain & Co., un piano di ristrutturazione dei tre cantieri del gruppo e un piano industriale per il quadriennio 2009-2013. Il Piano, che è stato illustrato ai sindacati in alcune delle sue linee guida, prevede opere di razionalizzazione finalizzate al contenimento dei costi per adeguare la capacità produttiva del gruppo alle future esigenze del mercato.
Una delle problematiche più preoccupanati riguarda proprio il mercato che, infatti, sarà in termini di ordinativi di barche molto più ridotto e con maggior concorrenza rispetto agli anni passati. Questa situazione imporrà anche un ripensamento non solo sui volumi ma anche sulle dimensioni delle barche. Il Gruppo ha spiegato che intende investire per lo sviluppo di nuovi modelli e per il potenziamento della rete commerciale al fine di consolidare la propria posizione sul mercato, potenziando la capacità di diffusione dei marchi Baglietto e Cantieri Navali Pisa.
Sono quindi in fase avanzata gli studi di nuovi modelli per poter ampliare la gamma dei prodotti. La Proprietà a ribadito la volontà di proseguire nell’impegno nel gruppo, ricordando la recente ricapitalizzazione e più in generale immettendo circa 30 milioni di euro di liquidità. Rispetto agli attuali organici però, secondo la proprietà, a regime nel 2013 il gruppo stima di contare su un organico ridotto rispetto all’attuale.
“Nell’annunciare una capacità produttiva a loro dire eccedente rispetto alle esigenze del mercato sono stati annunciati esuberi oscillare tra i 60 e 70 posti nell’intero gruppo alla fine del 2013. Anche gli attuali carichi di lavoro non sono sufficienti a coprire tutte le maestranze, in particolare il cantiere di Varazze alla fine del mese di marzo non avrà più lavoro” spiegano allarmati i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm di La Spezia-Savona, Fillea-Cgil Pisa e Rsu Gruppo Baglietto.
Le oo.ss. territoriali di categoria dei cantieri interessati unitamente alle Rsu hanno sottolineato che le difficoltà del Gruppo sono riconducibili sicuramente agli effetti della crisi che ha coinvolto il settore, ma anche ad una gestione complessiva del gruppo in generale molto discutibile: “Soprattutto nel recente passato, troppe volte si è cambiato gruppo dirigente e molto spesso nonostante le nostre richieste si è evitato un confronto di merito sull’organizzazione del lavoro. In tal senso pur apprezzando la volontà di rilanciare il gruppo, riteniamo indispensabile un confronto di merito puntuale su tutti gli aspetti del piano industriale, a partire dagli investimenti di processo e di prodotto, all’organizzazione del lavoro nei cantieri, al rapporto con le ditte di appalto, e solo ed esclusivamente attraverso un confronto di merito valuteremo gli eventuali esuberi annunciati dall’azienda che ci sentiamo di dire molto pesanti”.
“Tale confronto proprio per la delicatezza del momento dovrà comprendere anche l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili, la verifica delle risorse che eventualmente a livello comunale, regionale e nazionale si potranno mettere in campo al fine di rendere il risultato finale il meno oneroso possibile dal punto di vista sociale. Abbiamo condiviso di proseguire il confronto in sede Ministeriale e, come oo.ss., dopo le assemblee nei cantieri del gruppo attiveremo un percorso di confronto con le istituzioni locali coinvolte, al fine di convocare in tempi rapidi il tavolo al Ministero dello sviluppo economico” concludono i sindacati.