
[thumb:3876:l]Provincia. Savona, assieme a Genova, è la provincia ligure dove si sono manifestati, a partire dal giugno scorso, i primi segnali di tenuta e ripresa produttiva. Il responsabile dell’Ufficio Economico della Cgil Liguria, Bruno Spagnoletti, interpreta questo “sia pur fragile dato positivo”, come la conferma che si va meglio dove ci sono più tecnologia e innovazione: “Servono politiche industriali mirate ed è necessario sostenere lo sviluppo locale dedicando spazi, ambiente, infrastrutture, formazione, trovando collegamenti tra bisogni locali e produzioni tecnologicamente avanzate”. Tuttavia le prospettive economiche provinciali sono ancora negative e lo resteranno per almeno un altro anno. “Le previsioni al 2011 – sottolinea il segretario provinciale dei chimici Uil, Giuseppe Congiu – indicano per la nostra provincia un’ulteriore contrazione del Pil pari al 2,5%, a fronte di un meno 1,8% su cui dovrebbe attestarsi l’intera regione”.
Restano preoccupanti anche i dati forniti dai sindacati e relativi alle ore di cassa integrazione autorizzate nel 2009. La cassa ordinaria è salita del 292 per cento, quasi triplicando i valori dello scorso anno; la cassa straordinaria è cresciuta del 34,9%; la mobilità è salita del 58,08% e l’indennità di disoccupazione erogata si è anch’essa attestata su un più 55,6%. Ad attenuare il picco registrato dalla cassa integrazione ordinaria, c’è tuttavia da rilevare che le ore “autorizzate” non coincidono con quelle effettivamente “utilizzate”. Mediamente queste ultime rappresentano circa il 60 per cento del tetto massimo richiesto dalle aziende. Per quanto riguarda la cassa straordinaria, inoltre, la parte del leone riguarda due società, Ferrania e OCV di Vado Ligure. Quest’ultima sta riprendendo l’attività produttiva, fermata per un radicale rifacimento degli impianti, ed ha riacceso il forno di fusione proprio mercoledì scorso. Quanto a Ferrania, agli inizi del prossimo anno saranno avviate le prime lavorazioni nel settore fotovoltaico con il previsto ritorno in produzione (prima fase) di una quarantina di dipendenti oggi in cassa.