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A pochi metri da un insediamento abitativo di eccellenza, in mezzo ad un quartiere densamente abitato con esercizi pubblici, negozi e quant’altro, esiste un’isola di degrado sotto gli occhi di tutti: due arcate di un ponte ferroviario, chiuse da alte cancellate, dove il guano dei piccioni, la sporcizia, il disordine la fanno da padroni.
All’interno delle cancellate, si possono osservare, buttate alla rinfusa tonnellate di materiale lapideo, piastrelle stradali, strane strutture metalliche allungate, ringhiere arrugginite, tavoloni di marmo, cubetti e sassi di vario formato in grosse ceste di rete, ponteggi metallici arrugginiti e in tutto questo caos, democraticamente senza alcun risparmio esiste uno strato superficiale ed un tappeto di guano come se fosse neve, purtroppo incancrenito e consolidato da tempo.
Pare che tutto questo materiale faccia parte del deposito del materiale per la manutenzione stradale del Comune di Savona. Una ragione in più per tenere tutto in ordine ed invece è non proprio così. E’ evidente che la inesistente pulizia periodica di questi spazi ristretti e chiusi non giova sicuramente all’igiene e al decoro urbano, inoltre questa situazione potrebbe incentivare la presenza di ratti e parassiti con un decadimento ulteriore degli spazi.
Ad aggravare ulteriormente la situazione, decine di nidi di piccioni, che hanno colonizzato i pilastri di sostegno del passante ferroviario che fa transitare i treni da e per il porto di Savona.
Queste nidificazione, sono praticamente, strutture di guano solide, posizionate sulla testa dei passanti, da cui cadono frammenti e polveri sulla cui salubrità nutro molti dubbi.
Tutta questa situazione di degrado, va avanti da anni, nonostante ripetute sollecitazioni da parte dei residenti, dei commercianti, nonostante la nascita di un comitato locale, nonostante la raccolta firme di centinaia di persone, nessuno provvede alla pulizia dei pilastri del ponte e questi due depositi di materiali lapidei continuano a mostrare il peggio di sé.
Tutti gli enti che sono stati interessati hanno dimostrato a parole grande interesse ma anche grande abilità nel rimpallarsi le responsabilità, per avere l’alibi a non fare nulla, intanto la gente vive il degrado urbano molto da vicino con grande rabbia e preoccupazione per la propria salute: d’estate , con il caldo e le finestre aperte, la polvere del guano, i parassiti più aggressivi, gli odori sgradevoli entrano delle abitazioni con effetti poco piacevoli.
Come per ironia, accanto agli spazi citati, fa da contraltare l’ordine e la pulizia del deposito dell’Azienda Tutela Ambientale, (A.T.A.) che invece attua un encomiabile ordine dei propri spazi, non sarebbe possibile effettuare una analoga pulizia periodica e continuativa di tutte le arcate del ponte?
Roberto Nicolick