
[thumb:14843:l]La delega contenuta all’articolo 25 della Legge Sviluppo, varato recentemente dal Parlamento, spiega Vito, “definisce principi e criteri direttivi per l’emanazione dei decreti che definiranno i dettagli relativi alle diverse fasi del programma nucleare del nostro Paese. Il governo pertanto è delegato a definire i criteri per la localizzazione degli impianti e non già a stilare elenchi di alcun tipo”.
“La specifica definizione dei siti – aggiunge il ministro – è competenza di una successiva attività di tipo anche autorizzativo che sarà sviluppata nel rigoroso rispetto delle modalità fissate dalla legge previa verifica della strettissima rispondenza delle caratteristiche tecniche dello specifico progetto ai requisiti di sicurezza prefissati. La richiamata delega del governo sarà esercitata tra l’altro attraverso una determinazione di elevati livelli di sicurezza dei siti anche al fine di tutelare la salute della popolazione e dell’ambiente”.
I richiamati decreti legislativi, sottolinea ancora Vito, “dovranno essere adottati, previa acquisizione, non solo del parere delle competenti Commissioni parlamentari ma anche dal parere della Conferenza unificata. E’ la stessa Legge Sviluppo a stabilire espressamente che tale autorizzazione sia rilasciata su istanza del soggetto richiedente previa intesa con la Conferenza unificata”. Conferenza unificata che “rappresenta la sede istituzionale idonea per affrontare problematiche territoriali specifiche”.
L’Idv da parte sua “denuncia la scelta scellerata e omicida” del governo che ha deciso di rilanciare il nucleare in Italia “contro la volontà del popolo italiano che si è espresso in un referendum”. Il duro attacco nel corso del question time arriva da Antonio Di Pietro, che sottolinea la necessità di puntare “allo sviluppo delle energie alternative come il solare, l’eolico e le biomasse” che sono fonti energetiche “meno costose”. Di Pietro ritiene che per quanto riguarda la localizzazione dei siti “il governo deciderà da solo”. Per il leader dell’Idv la legge Sviluppo parla chiaro: “Per la Conferenza unificata non c’è parere vincolante”. “Per questo – osserva – metà delle regioni hanno già fatto ricorso alla Corte Costituzionale”. Intanto Claudio Scajola ha delineato i tempi per la nomina dei vertici dell’Agenzia del Nucleare. “Stiamo valutando una serie di nomi di grandissimo prestigio da sottoporre al premier e al presidente della Repubblica – fa sapere il ministro dello Sviluppo economico – Li definiremo entro la fine dell’anno”.