Al signor Sindaco di Finale Ligure. Oggi mi è giunta notifica di due contravvenzioni per divieto di sosta lungo l’Aurelia nel tratto antistate la spiaggia di Capo Noli. Mi ricordo che parcheggiai a fatica l’autovettura verso le ore 9.30 del mattino, pagai l’ingresso alla spiaggia per me e i miei tre famigliari ed infine che al pomeriggio trovai una contravvenzione sul parabrezza. Ora mi ritrovo con due contravvenzioni fatte una al mattino e l’altra al pomeriggio, con indicazioni di posizione diverse quando l’autovettura rimase per tutto il tempo nella medesima posizione. Ho quindi buoni motivi per avviare un ricorso al giudice di pace: contesto il fatto di dover pagare due volte per la medesima infrazione, senza aver mai spostato l’autovettura.
Se scrivo anche a Lei, signor Sindaco, è solo perché prenda coscienza della Sua politica di accoglienza verso i turisti. Che possono essere turisti mordi e fuggi, turisti della domenica, ma pur sempre turisti e non limoni da spremere il più possibile e da prendere a calci in culo. Già la spiaggia di Capo Noli è una delle pochissime spiagge “libere” in cui si paga un biglietto d’ingresso (per che cosa? per la presenza di una doccia penosa e del baretto che fà affari d’oro?).
Ma mi domando: quella era l’unica domenica dell’anno con traffico caotico? Non sarebbe meglio mettere due parcheggiatori che riempano i parcheggi a pagamento, con due cartelloni luminosi che avvisino l’utenza sui posti disponibili, invece di mandare i vigili di ronda due volte al giorno ad elevare centinaia di multe alla fila di autovetture sempre parcheggiate lungo i margini dell’Aurelia?
A gioco corto può essere un vantaggio per le casse comunali, ma in prospettiva questo mi pare proprio il sistema migliore non per dissuadere i turisti a parcheggiare meglio, ma perchè cancellino dalle loro carte geografiche Finale Ligure come meta di qualsiasi vacanza breve o lunga. Il Comune di Finale forse riscuoterà da me i 172 euro per divieto di sosta. e i vigili avranno il loro bravo incentivo in busta paga. Ma vi posso assicurare che a Finale e dintorni non ci metterò più piede. Pur essendo guida alpina e pur frequentando spesso con amici e clienti anche per lavoro.
Mi spiace prendere una tale decisione, ma devo dire che questa è la classica goccia che fa traboccare il vaso. A Finale quando vado in panetteria pago il pane o la focaccia molto di più di un consumatore locale e quando mi siedo ad un ristorante senza il menù a prezzo fisso esposto devo sperare nell’onestà o nel buonumore dell’esercente per evitare un salasso. D’accordo che anche a Crissolo o Pontechianale potete trovare chi vi rifila a 30 euro una polenta, ma penso dovreste cercare di avvicinarvi agli esempi migliori, piuttosto che allinearvi alle peggiori abitudini e poi piangere lacrime di coccodrillo sulla crisi del turismo.
Un lettore,
Cuneo