
[thumb:14223:l]Savona. L’Arsenale Sforzesco nelle aree ex Italsider, un nucleo archeologico che per alcuni dovrebbe sfuggire al dimenticatoio. Durante gli scavi nell’area era venuto alla luce l’arsenale di origine rinascimentale, in parte ancora osservabile percorrendo la strada che collega al porto. L’edificio poteva contenere altre venti navi ed è stato costruito a cavallo tra il XV ed il XVI secolo da ingegneri lombardi, abituati ad operare sui laghi invece che sul mare. Questa caratteristica, che nella sua epoca lo rese scarsamente utilizzabile, rimane di per sé una testimonianza di notevole valore architettonico.
“Purtroppo buona parte dell’arsenale ha dovuto cedere i suoi secoli di storia per poter permettere il nuovo allacciamento viario con l’area portuale, nonostante sarebbe stato un bene salvaguardare l’intero sito; addirittura, diverse colonne sono state rimosse e giacciono ora accatastate a lato di un bastione del Priamar” sottolinea Alessandro Venturelli, consigliere della Seconda Circoscrizione.
Aggiunge Venturelli: “E’ di questi giorni la notizia che a Livorno, durante gli scavi per la costruzione di un capannone, siano stati portati alla luce i resti dell’antico porto romano, ricoperti e messi in sicurezza in attesa di ottenere fondi per recuperarlo e renderlo agli occhi dei cittadini. Ovviamente, sono immediatamente state revocate le concessioni per costruire e l’area è stata dichiarata di interesse archeologico. Questa vicenda mi ha fatto venire in mente il caso, diverso, dell’Arsenale Sforzesco di Savona”.
“Per non gettare completamente nel dimenticatoio le opportunità legate all’Arsenale rinascimentale, sia dal punto di vista archeologico che da quello turistico, penso che sarebbe doveroso poterne valorizzare qualche parte corredata da qualche iniziativa culturale stabile a lato, nella speranza che Savona non perda l’ennesimo treno per conservare parte della sua storia bimillenaria” esorta Venturelli.
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