
[thumb:14160:l]Ceriale. Erano alti sul metro e ottanta. Questo si sa dei due rapinatori che ieri mattina, all’orario d’apertura, hanno assaltato il supermercato Lidl di Ceriale, al confine con Albenga, a due passi dall’Aurelia. Altri elementi per l’identikit dei malviventi non ce ne sono o sono piuttosto confusi.
Antonio De Luca e Stefano Caravilla sono i dipendenti della struttura commerciale che hanno vissuto gli interminabili minuti a tu per tu con i banditi: sono stati spintonati all’interno del market, subito dopo averne aperto l’ingresso, e sono stati immobilizzati con il nastro isolante. Sono riusciti a strappare l’adesivo con i denti, ma nel frattempo gli intrusi si erano già dileguati.
I due dipendenti del Lidl sono stati per almeno tre ore a colloquio con i carabinieri, impegnati ad indagare sul colpo, che avrebbe fruttato ai criminali un bottino dai 30 ai 50 mila euro, ancora in corso di precisa quantificazione. De Luca e Caravilla ieri mattina hanno aperto come al solito intorno alle 6,30 ed hanno iniziato a sistemare la merce in magazzino, quando in cortile sono stati colti di sorpresa da due uomini vestiti di nero e con il volto coperto da passamontagna.
Uno degli sconosciuti impugnava una pistola ed ha minacciato gli impiegati, pronunciando poche parole. “Non abbastanza per capire quale fosse la loro origine, la loro provenienza o il loro accento – hanno riferito i malcapitati agli investigatori – Erano molto alti e di corporatura robusta, ma non potevamo vederne le caratteristiche fisiche particolari perché avevano scoperti soltanto gli occhi. Insistevano perché li facessimo entrare”.
I due magazzinieri sono stati spinti all’interno del supermercato, dove sono stati legati e imbavagliati con il nastro; quindi i rapinatori hanno manomesso la cassaforte bucandola con una fiamma ossidrica ed hanno asportato il denaro che vi era contenuto. Nel forziere (apribile regolarmente soltanto dalla Mondialpol) erano custodite le buste con gli incassi dei giorni precedenti.
I due ostaggi non sono riusciti a comprendere se la pistola usata dagli assalitori fosse autentica o fosse un’arma giocattolo. Quando i malfattori erano ormai via, i magazzinieri sono riusciti a divincolarsi dai lacci e a chiamare il 112. Pochi gli elementi a disposizione degli inquirenti ed il quadro è ancor più complicato dal fatto che la struttura commerciale è priva di sistemi di videosorveglianza. Nessuna registrazione di immagini, dunque.
Appare evidente che i banditi abbiano studiato a tavolino l’azione: hanno agito con certezza e precisione, di martedì quando la cassaforte era piena, in un momento in cui c’erano solo due dipendenti. Probabilmente l’assalto è stato studiato con l’aiuto di un basista in grado di conoscere la posizione del forziere ed il valore del suo contenuto, oltre agli orari degli addetti al magazzino.