
[thumb:14378:l]Si chiama “Non perdere la bussola” l’iniziativa organizzata dalla polizia delle comunicazioni e da YouTube per spiegare ai giovani come evitare le insidie di Internet, a cominciare dai tentativi di violazione della privacy, e navigare con sicurezza e consapevolezza. Il progetto, rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori di tutt’Italia ma anche ai loro insegnanti, prevede una serie di laboratori gratuiti, per spiegare ai ragazzi come sfruttare le potenzialità del web e delle community online senza correre rischi connessi all’utilizzo di contenuti inappropriati, alla violazione del copyrigth e all’adozione di comporamenti scorretti o pericolosi.
“E’ da anni che la polizia di Stato opera per far sì che i rischi della rete, soprattutto per i minori, non debbano costituire un limite allo siluppo della comunicazione sul web” ha spiegato Maurizio Masciopinto, direttore delle relazioni esterne del dipartimento di pubblica sicurezza. SUlla stessa linea Marco Pancini, European senior policy counsel di Google: “Il nostro obiettivo è quello di andare nelle scuole e offrire una ‘bussola’ per non perdersi nei meandri del web, con un linguaggio semplice e chiaro. Internet non è molto diverso dalla vita di tutti i giorni: anche online il cittadino viene messo di fronte a diritti ma anche a doveri da rispettare, veri e propri codici di condotta che regolano le reti sociali”.
Altro obiettivo certo non secondario della campagna è contribuire “a colmare il divario generazionale, per far sì che adulti e adolescenti siano in grado di parlare tra loro” ma “Non perdere la bussola” vuole soprattutto essere “un’iniziativa che vuole mandare messaggi di orientamento ai giovani, un messaggio che ricorda che ci sono rischi e pericoli per la privacy nell’utilizzazione dei social network “, come ha sottolineato Antonio Apruzzese, direttore del Servizio polizia postale e delle comunicazioni. Saranno infatti i poliziotti specialisti in telecominicazione e nuove tecnologie ad andare nelle scuole per “parlare lo stesso linguaggio dei giovani in materia di tecnologie e internet”. Il web “e’ come un grande oceano che puo’ nascondere insidie ed il nostro compito e’ quello di farne esplorare i fondali con la massima sicureza possibile”.