
[thumb:11592:l]Savona. “Molte amministrazioni non hanno fatto nulla per attivare in modo serio ed efficace la raccolta differenziata, con un porta a porta ben organizzato e, alla lunga, foriero di vantaggi anche economici”. Sono le parole di Giampietro Filippi, ex assessore provinciale ai rifiuti.
“La raccolta stradale è una finzione, un simulacro – sostiene Filippi – Incominciando da Savona, induce costi maggiori che non se si portasse tutto a discarica. Questa presunta raccolta differenziata, infatti, ha i costi di raccolta per se stessi, i costi dovuti al fatto che ditte terze, che operano sui materiali una selezione, si fanno (giustamente) pagare il servizio di ritiro di vetro, plastica, carta, metalli, ed i costi relativi al conferimento a discarica degli scarti della selezione, i quali, essendo a quel punto rifiuti industriali, provocano costi maggiori di quelli dei rifiuti solidi urbani in senso stretto”.
“A ciò si aggiungano – prosegue l’ex assessore – i mancati introiti ai Comuni che, con tale meccanismo, accumulano bensì materiali differenziati, ma molto inquinati da sostanze estranee, per cui non possono venderli direttamente alle aziende che li riciclano e non ne hanno i corrispettivi in denaro. In provincia di Savona quasi nessun comune ha sottoscritto un accordo con il CONAI e con i consorzi di filiera (COREVE, COREPLA e quant’altro)”.
“Se la differenziata con il porta a porta fosse stata progressivamente applicata con serietà ed impegno, tanti Comuni avrebbero potuto diminuire di molto i conferimenti a discarica ed i relativi costi, come ad esempio hanno fatto Albenga, Villanova, Vado, Quiliano, Cengio, Millesimo ed altri, e ridurre contestualmente le maggiori spese per il pre-trattamento” conclude Filippi.