
[thumb:13278:l]Il Pil quest’anno scenderà del 5,2% per tornare a salire nel 2010 dello 0,5%. Per gli anni successivi, dal 2011 al 2013, la crescita sarà del 2% all’anno. Sono le previsioni contenute del Dpef presentato al Consiglio dei ministri.
Inoltre, secondo le stime del deficit, l’indebitamento netto corretto per il ciclo nel 2009 arriverà al 3,1% del Pil, mentre nel 2010 scenderà al 2,8%. Per il 2011 dovrebbe arrivare al 2,5% per scendere al 2,1% nel 2012 e risalire al 2,2 nel 2013.
E il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, aprendo il vertice a palazzo Chigi tra governo e parti sociali per la presentazione del documento avrebbe detto che ”questo è l’ultimo Dpef di questo governo. L’azione del governo è concentrata su tre obiettivi: la tenuta strutturale dei conti pubblici, la coesione sociale attraverso gli ammortizzatori sociali, la liquidità alle imprese a partire dalle pmi”.
Critico Pier Luigi Bersani (Pd): “Spero che qualcuno noterà, non solo l’opposizione, che i dati che vengono segnalati dal Dpef sul calo del Pil sono gli stessi che, detti da Banca d’Italia, Confindustria e Bce, Tremonti aveva dichiarato essere allarmistici e li aveva negati. Adesso li scrive”.