
[thumb:1649:l]Liguria. In flessione le piccole imprese liguri nei primi sei mesi dell’anno, diminuisce la domanda e il fatturato di 4 punti percentuali e l’occupazione cala del -3,3%. A soffrire sono soprattutto il settore manifatturiero con un fatturato di – 5,6% rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente e l’edilizia, con un -4,7% per quanto riguarda l’occupazione. Le previsioni per la seconda parte del 2009 sono di stabilità, anche se il mercato del lavoro potrebbe subire un’ulteriore battuta d’arresto. Sono alcuni dati forniti dall’osservatorio congiunturale sull’artigianato e la piccola e media impresa in Liguria promosso da Unioncamere Liguria, dalla commissione regionale per l’artigianato, estrapolati da Confartigianato Liguria e CNA Liguria e curati dal Centro studi Sintesi coinvolgendo un campione di 1.500 piccole imprese liguri con meno di 20 addetti. L’obiettivo è quello di analizzare i risultati raggiunti dall’artigianato e dalle piccole imprese liguri. Un’indagine presentata questa mattina dall’assessore regionale allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli e dal segretario regionale di Confartigianato Liguria, Luca Costi.
In Liguria il numero di aziende nel comparto artigiano nel primo trimestre 2009 registra una flessione dell’1,6% a livello congiunturale, rapportato cioè al trimestre precedente. Sono i trasporti e le attività manifatturiere ad esprimere il calo più elevato, ma anche nell’edilizia si evidenziano flessioni consistenti. Lo scenario negativo infatti che ha caratterizzato il quadro economico nazionale ed internazionale negli ultimi mesi 2008 è proseguito anche nella prima parte del 2009. Si segnala cioè una flessione della produzione e della domanda intorno al -5,0% e si verifica un ridimensionamento del volume di affari che si attesta intorno al – 4,5%. Una perdita consistente che si registra anche sul fronte occupazionale pari a -3,3%. Anche l’export subisce in negativo la fase di involuzione economica e nel primo semestre 2009 si registra una contrazione del fatturato dall’estero pari a due punti percentuali.
Le più colpite sono le aziende manifatturiere che hanno registrato una produzione e un fatturato rispettivamente di -5,1% e -5,6% e un -3,4% per quanto riguarda gli ordini. Ridimensionamento anche per quanto riguarda gli organici aziendali che si attestano a -2,9%.
Il settore edile fa registrare ridimensionamenti consistenti con una flessione della domanda più accentuata rispetto al fatturato (rispettivamente -5,7% e -4,5%). Andamento negativo anche nella dinamica occupazionale con una variazione che supera i 4 punti percentuali sia in termini congiunturali che tendenziali. Si registrano ridimensionamenti di domanda e fatturato su base annua con contrazioni superiori ai 3 punti percentuali. Le aziende dei servizi alle imprese fanno registrare una contrazione della domanda (-4,3%) e fatturato (-3,7%). Non vanno meglio i servizi alle persone con un calo della domanda pari al 2,6% e un ridimensionamento del volume di affari (-3,5%).
A livello territoriale non si rilevano particolari differenziazioni tra una provincia e l’altra: Genova accusa le flessioni più rilevanti per quanto riguarda i volumi di lavoro e fatturato, in linea con la media regionale i trend di Imperia e Savona, mentre meno marcate risultano le flessioni della Spezia. Sul fronte occupazionale la contrazione meno negativa dal punto di vista congiunturale è registrata dalla Spezia. Mentre su base annua è Imperia a dimostrare la tenuta maggiore. Nel prossimo semestre si dovrebbero registrare nuovi ridimensionamenti, anche se di modesta entità: nella produzione e nel fatturato si prevede una contrazione intorno al mezzo punto percentuale; dal punto di vista occupazionale si registra qualche uscita di personale (-1,0%), i prezzi dovrebbero tornare a crescere in maniera più consistente (+ 3,4%), mentre un’eccessiva cautela condiziona la propensione ad investire. Nel settore dei servizi alla persona è prevista una stabilità positiva con qualche crescita nella domanda e nell’occupazione. Ulteriori contrazioni nei servizi alle imprese e nel comparto manifatturiero, anche se di entità più ridotta. Per quanto riguarda il comparto edile il peggio non è ancora passato.
“Si tratta – ha spiegato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli – di dati che ci aspettavamo anche per il nostro territorio che testimoniano un momento di difficoltà, anche se la Liguria lo avverte meno per le caratteristiche del nostro sistema industriale”. “Il problema – ha continuato Guccinelli – è che, a fronte di una crisi pesante, il sistema creditizio non svolge fino in fondo il compito di natura etica e sociale suo proprio per sostenre le piccole medie imprese che vivono tali difficoltà”. “Come Regione col piano triennale dell’artigianato ora all’esame del consiglio regionale – ha aggiunto l’assessore – abbiamo messo in campo ulteriori 27 milioni di euro di investimenti per la creazione di nuove imprese artigiane, inoltre abbiamo sostenuto gli investimenti attraverso artigiancassa e strutturato processo di aggregazione del mondo dei Confidi per creare un’unica grande struttura di finanziamento per le imprese a cui si aggiunge il fondo speciale per l’accesso al credito per un totale di 64 milioni di euro di garanzie”.