
[thumb:9672:l]Cairo Montenotte. Botta e risposta tra Fulvio Berruti (Cgil) e l’amministratore delegato di Ferrania, Giuseppe Cortesi: il dirigente aveva infatti rimarcato l’impegno della proprietà, ovvero la famiglia Messina, nel tenere in vita l’azienda, nonostante una perdita di 20 milioni di euro, attaccando poi l’organizzazione sindacale di via Boito, accusata di cercare la rottura a tutti i costi.
“L’ Ad sa benissimo quali sono le mie opinioni sull’impegno della famiglia Messina nella vicenda Ferrania. Quello che dimentica, o meglio, omette è di ricordare che esiste un altro ‘azionista’: i lavoratori che, in questi anni, auspicando il rilancio industriale ad oggi ancora distante e la conseguente occupazione, hanno fatto sacrifici economici e morali” spiega l’esponente sindacale, ricordando l’utilizzo reiterato della cassa integrazione e “gli effetti dell’accordo sul costo del lavoro, che ha pesantemente influito sul salario percepito”.
“E’ bene ricordare – dichiara ancora Berruti – che in questi anni i lavoratori hanno visto sfilarsi azionisti e relativi progetti industriali, su tutti Malacalza e l’annesso laminatoio. Spariti entrambi nel caldo luglio dell’anno scorso dopo mesi di discussione e di proposte. Credo ce ne sia abbastanza per essere quanto meno scettici sul futuro e sulle promesse di rilancio industriale ed occupazionale. Anche perché l’Ad di Ferrania ammette di non essere al corrente di nuovi partners pronti ad aiutare Ferrania sul progetto del fotovoltaico, in completo disaccordo con quanto affermato più volte dal ministro Claudio Scajola”.
“Sarebbe invece interessante capire sul restante 85% delle aree di Ferrania, non interessate dagli ipotetici progetti industriali individuati nel piano d’impresa, quali soluzioni potrebbero verificarsi in termini di eventuali nuovi insediamenti – attacca poi il sindacalista -. E’ bene ricordare che la delibera della Regione Liguria sul parco tecnologico, e la conseguente firma dell’intesa con Filse del 25 giugno scorso, di fatto sblocca il contenzioso giuridico con i commissari straordinari e permette a Ferrania Technologies di essere proprietaria dei terreni a tutti gli effetti”.