
[thumb:1832:l]Liguria. La crisi in Liguria colpisce soprattutto il commercio, che, a causa della diminuzione dei consumi ha perso in un anno 16 mila occupati (15%), in prevalenza donne. Emerge, poi, un nuovo preoccupante fenomeno, quello della rinuncia a cercare un lavoro: in Liguria la percentuale di “inattivi” tra 15 e 64 anni è salita al 34%, mentre nel resto del Nord Ovest si è ridotta.
A fronte della perdita di posti di lavoro, infatti, si registra un paradossale calo delle persone in cerca di occupazione passate dal 6% del 2008 al 5,7% del primo trimestre del 2009. Il quadro è stato tracciato dal sociologo responsabile dell’Ufficio Statistiche del Comune di Genova, Paolo Arvati.
Arvati ha in parte confutato la tesi del “paradosso ligure” teorizzata da Luca Beltrametti e ripresa da un’indagine del Sole 24 Ore, secondo cui proprio la fragilità dell’economia locale e la presenza di molti pensionati e dipendenti pubblici potrebbe proteggere la Liguria dall’impatto della crisi.
“Dati e indicatori dicono che la crisi si sta abbattendo pesantemente sui punti deboli dell’economia e della società ligure – ha ricordato Arvati – Le reti familiari non reggono più e i pensionati non possono più essere considerati ammortizzatori sociali: stando all’Istat 170 mila liguri vivono al di sotto della soglia di povertà, il dato peggiore di tutto il Nord e Centro Italia. Il 14%, ancora, sopravvive con un basso reddito”.