
[thumb:12660:l]Quorum mancato per i referendum. Al risultato della consultazione, che puntava ad abrogare alcune norme della legge elettorale, ha votato meno di un elettore su quattro e, come da previsioni, la soglia del 50% più uno, necessaria per rendere valido il referendum, non è stata raggiunta.
E’ stato toccato, invece, un picco negativo: non era mai successo, infatti, nella storia della Repubblica, che un referendum ottenesse un’affluenza così bassa. La Lega esulta. Roberto Maroni, ministro dell’Interno ed esponente leghista, ha già annunciato che proporrà una modifica sulla legge che regola le consultazioni referendarie “per evitare che uno strumento importante di democrazia diretta diventi inutile”.
I primi due quesiti, che miravano a eliminare alla Camera e al Senato il premio di maggioranza attribuito alle coalizioni, hanno avuto entrambi una quota di votanti pari al 23,4%. Il terzo, che chiedeva di eliminare la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni, è stato il più votato, totalizzando un 24,1%.
Nel giugno 2003, per la consultazione sull’articolo 18 e sul reintegro dei lavoratori ingiustamente licenziati, che finora deteneva il record negativo dell’affluenza, aveva votato il 25,5% degli aventi diritto. Del resto è passata da un pezzo la stagione dei grandi referendum che divisero l’Italia su aborto, divorzio, nucleare, finanziamento ai partiti: è dal 1995 che non si raggiunge più il quorum.
In provincia di Savona, è Millesimo il Comune dove si è registrata la più alta affluenza alle urne per i tre quesiti referendari (primo e secondo appaiati con il 57,15%, leggermente superiore il dato del terzo, con il 58,08%). Sopra il 50% anche Castelbianco, Castelvecchio, Roccavignale e Zuccarello, mentre Murialdo e Pallare sfiorano appena, ma senza superarla, l’asticella della metà più uno. Più basso l’afflusso nel capoluogo: il 43,99% degli aventi diritto ha ritirato la scheda verde, mentre minore successo hanno riscosso gli altri due quesiti, che si sono fermati 41,93% e al 41,96%.
Anche se gli elettori che si sono presentati al seggio sono ben lontani dal quorum richiesto, poco più di quattro su dieci, quella di Savona è la provincia che si piazza al primo posto a livello regionale, distanziando Genova (17,83%), La Spezia (17,32%) e, ancora in modo più evidente, Imperia (poco più del 14%). Probabilmente l’effetto traino derivante dalla corsa per la presidenza di Palazzo Nervi è stato determinante nella scelta dei singoli di recarsi alle urne. E’ stato il terzo quesito, che chiedeva l’abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentarsi in più di una circoscrizione, il più votato dai savonesi, confermando un trend a livello nazionale.