
[thumb:670:l]Loano. Nel porto di Loano due ladri arrivati via mare, con mute da sub, pinne, maschere e GPS subacqueo, hanno cercato di rubare un mega Yacht, di più di 20 metri, del valore intorno ai due milioni di euro.
I ladri subaquei hanno agito nottetempo e sono entrati nella barca accedendo ad una cabina da un “passo d’uomo” (la finestrina che serve a dare luce alla cabina ed all’occorrenza è utile per il passaggio, di misura 50×50 cm, quindi a misura d’uomo). Erano senz’altro esperti della modello di barca, o almeno di elettronica e motori, in quanto sono riusciti ad accendere i motori del natante agendo direttamente sugli stessi.
I malviventi non sono riusciti a portare via lo yacht solo grazie all’intervento di una hostess di bordo, che percependo rumori sospetti e i motori della barca in moto, è uscita dalla cabina e si è trovata di fronte i due ladri. La donna è scesa subito dalla barca, cercando di telefonare, ma i ladri-sommozzatori le hanno sottratto e scaraventato il telefonino in mare, quindi si sono dati alla fuga.
Sono stati contattati i carabinieri, che hanno fatto un primo accertamento d’urgenza stesso nella notte. Poi a bordo della megabarca per i rilievi del caso ed il proseguimento delle indagini è giunto il personale della Capitaneria di porto di Loano. Su disposizione del sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro della Procura di Savona che segue le indagini, la guardia costiera ha sottoposto a sequestro giudiziario, fra le altre cose dimenticate dai ladri, un GPS portatile.
Nella barca gli inquirenti hanno trovato i segni tangibili del passaggio dei ladri, comprese delle meduse velella velella, sulla moquette che probabilmente si sono attaccate addosso ai malviventi durante il passaggio per il mare.