
[thumb:4639:l]Cairo Montenotte. Un incontro politico in grado di trovare una soluzione al problema occupazionale di tutti i lavoratori di Ferrania. Lo richiedono a viva voce e con una lettera formale le segreterie sindacali Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil di Savona, affinché siano concretizzati gli impegni sottoscritti il 2 luglio 2005. “Se ciò non avvenisse, saremo costretti, nostro malgrado, ad attivare le più opportune forme di mobilitazione dei lavoratori” annunciano congiuntamente Fulvio Berruti, Giorgio Cepollina e Pino Congiu.
L’idea di un confronto politico sulle emergenze occupazionali risale già al vertice del 10 dicembre scorso in Prefettura. L’incontro successivo, il 30 gennaio, al Ministero dello sviluppo economico, si impegnava a nuova convocazione per perfezionare gli impegni ribaditi dalla Regione Liguria in merito alla Piattaforma Tecnologica e dal Comune di di Cairo sul progetto biomasse. Il ministro Claudio Scajola ha di recente confermato l’interesse da parte di aziende straniere, tedesche in particolare, ed ha ribadito la necessità “di riconvertire anche sul piano energetico il bacino industriale valbormidese”. Ma, appuntano i sindacati, “siamo arrivati ormai alla scadenza, il 14 luglio prossimo, della cassa integrazione guadagni e urge attivare da subito la cassa in deroga e tutti gli strumenti di gestione delle risorse umane per il periodo del rilancio industriale”.
“Bisogna dare a tutti i lavoratori certezze, sia sul piano industriale che garanzie occupazionali – fanno rilevare le organizzazioni sindacali – Riteniamo urgente ed inderogabile una riunione di tutti i soggetti firmatari del protocollo d’intesa del 2 luglio 2005 affinché sia possibile arrivare alla sua concreta riattualizzazione. Facciamo presente che sul piano di rilancio industriale i sindacati non hanno trovato completo riscontro con il Piano d’Impresa presentato dall’azienda, anche perché la stessa ha posto in essere una richiesta di accordo sulle condizioni di passaggio di 36 lavoratori interessasti dalla prossima partenza dell’attività di produzione di moduli di fotovoltaico; queste eventuali condizioni, per noi, non possono che stare dentro un quadro di certezze, sia sul piano del complessivo rilancio industriale di Ferrania, che di garanzie occupazionali per tutti i lavoratori dell’unità produttiva”.