
[thumb:11525:l]Savona. Michele Boffa, candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia, stamani presso il point elettorale di piazza della Maddalena, a Savona, ha illustrato la sua linea per il mese intenso che separa dall’appuntamento elettorale del 6-7 giugno. In un monito la premessa della campagna elettorale: “”No alla spettacolarizzazione della politica”.
“Credo che la politica spettacolo sia inopportuna per il periodo che stiamo attraversando e, ovviamente, non risolve i problemi” ha dichiarato l’esponente del Pd, che non ha risparmiato strali all’indirizzo del suo principale avversario, Angelo Vaccarezza: “Non è produttivo fare appelli al voto utile. La tornata elettorale è a due turni; se nel primo turno gli elettori votano per ragioni di appartenenza partitica, al secondo la sfida è tra i candidati presidenti”.
Sempre come controbattuta al rivale di Pdl-Lega, Boffa ha ribadito: “Assicuro che come presidente della Provincia farò in modo che le decisioni amministrative siano prese nell’interesse della provincia di Savona, un impegno che il mio principale concorrente non può garantire”.
“La Provincia è tutt’ora un ente importante, che svole un’essenziale mediazione tra Comuni e Regione – ha inoltre sottolineato il candidato del centrosinistra – Per questo abbiamo preparato un programma che, nato dal contatto con i cittadini e le categorie economiche, è condiviso dalle forze politiche che lo sostengono ed è diretto alla governabilità. C’è, invece, qualcuno che vuole conquistare la Provincia ed offrirla in dote per giochi politici”.
Boffa ha rimarcato che “le ragioni amministrative devono prevalere su quelle politiche”. “Non è mio intendimento mettere una bandierina sulla cartina – ha dichiarato – Meglio le Bandiere Blu, che spero possano aumentare sotto la mia amministrazione”. Quattro i punti al centro della proposta elettorale: lavoro, ambiente, infrastrutture e giovani.
Il candidato del centrosinistra punta al ballottaggio. “Mi auguro che l’Udc, ma anche Rifondazione e Verdi, al secondo turno mi forniscano appoggio – ha detto Boffa – Il partito di Casini, nonostante le affinità programmatiche, ha deciso di correre autonomamente: si tratta di scelte di politica nazionale. Con Prc e Verdi il divorzio è stato consensuale, vista l’impossibilità di raggiungere una sintesi sui programmi.