
[thumb:12105:l]Cairo Montenotte. Circa 300 persone hanno assistito ieri all’avvio ufficiale della campagna elettorale del Pdl, avvenuta a Cairo presso il Palazzo di Città, dove il candidato alla presidenza della Provincia, Angelo Vaccarezza, ha accolto il ministro delle attività produttive e leader del centrodestra ligure Claudio Scajola.
“Mi sarebbe piaciuto poter inaugurare questo splendido palazzo con il suo ideatore Osvaldo Chebello” ha esordito Scajola, accanto alla figlia del politico valbormidese alla cui memoria sarà intitolato l’edificio. Il sindaco di casa, Fulvio Briano, ha donato al ministro un piatto in ceramica.
Scajola ha proseguito il suo discorso pubblico: “Quando l’anno scorso dissi a Berlusconi che doveva chiudere la campagna elettorale a Savona, lui mi chiese stupito perché Savona e non Genova. Gli spiegai che era la scelta da fare. Il risultato delle elezioni politiche ci premiò. A Savona, come in Liguria, fu necessario fare scelte importanti e sacrifici per far vincere la squadra. Per arrivare alla vittoria delle elezioni regionali, ora bisogna vincere le provinciali”.
“La nostra campagna – ha aggiunto il leader regionale del Popolo della Libertà – non è contro, ma a favore di un cambiamento. Dopo l’implosione della scorsa amministrazione provinciale a causa dell’instabilità della coalizione che governava, la gente sceglierà la nostra compagine: unita e pronta per amministrare la Provincia per i prossimi cinque anni. La provincia savonese è sempre stata in mano alla sinistra ed è quindi bene dare una bella rinfrescata e rimuovere le incrostazioni che si sono formate in questi anni. Non siamo qui per cambiare e dare una risposta ai problemi; qui a Cairo c’è un problema che dura da anni: Ferrania. Noi stiamo per dare una soluzione”.
Sulla “ricusazione” della lista del Pdl, che il Tribunale di Savona ha dichiarato (per ora) fuori dalla competizione elettorale per il rinnovo della Provincia, Scajola ho dichiarato: “E’ un problema formale e non sostanziale. Non difficile da valutare. Sono sicuro che la situazione sarà risolta. E poi deve sempre prevalere una cosa: deve trionfare la partecipazione dei cittadini al voto. Viceversa non sarebbe reso un servizio alla democrazia. Siamo fiduciosi che tutto si sistemerà”.
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