
[thumb:2743:l]Savona. Cristoforo Canavese, presidente dell’Autorità Portuale di Savona, approfondisce a tutto campo alcuni aspetti sulla prevista piattaforma container di Vado Ligure. Così il presidente della Port Autority: “La richiesta di offerta alle banche è stata inviata il 5 febbraio 2009 (quindi non un anno fa). Proprio a fronte della situazione internazionale, l’Autorità Portuale ha commissionato una duty diligence alla società Rina per valutare se i volumi contrattuali proposti da AP Moller erano ancora rispondenti alla situazione creatasi con i nuovi scenari di mercato. I risultati di questa duty diligence hanno ulteriormente ribadito la piena rispondenza dei dati delle previsioni di mercato”.
Prosegue Canavese: “Più banche sono disponibili all’intervento e si stanno mettendo a punto, d’intesa con il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e con il Ministero del Tesoro,gli elementi da inserire nel contratto di finanziamento. Occorre far notare che è la prima volta che nel nostro paese si ricorre a questo tipo di finanziamento e che quindi la procedura viene seguita d’intesa con i due Ministeri”.
“In tutta l’area interessata dai lavori – osserva – non sono stati rinvenuti, né con la campagna di AP Moller né con la campagna supervisionata dall’ ARPAL, ‘sedimenti altamente inquinant’. Non è assolutamente previsto l’abbattimento di alcun cantiere navale di recente costruzione; l’esigenza dell’approdo temporaneo è nato in relazione al cambio di posizionamento tra carbone e petrolio, nonché alla richiesta, sempre del Comune di Vado, di una rotazione della piattaforma”.
Il presidente dell’Autorità Portuale continua: “La tutela delle attività economiche legate alle attività del mare (pesca, bagni marini, ecc.) fanno riferimento ai beni demaniali la cui gestione è demandata per legge all’Autorità Portuale e non al Comune. Questo è bene ricordarlo, come è giusto sottolineare che il Piano regolatore portuale è fatto dall’Autorità portuale e non da altra amministrazione. Le intese stipulate col Comune di Vado relativamente alla costruzione della piattaforma prevedono una forte rivalutazione di quelle aree e di quei beni. E’ evidente che senza la piattaforma tali intese cadrebbero e Vado non potrebbe più usufruire delle agevolazioni previste in esse”.
Infine, sullo scaricatore agli Alti Fondali, così conclude Canavese: “La previsione d’investimento per una macchina a benna agli Alti Fondali risale al 2004 (decreto del Ministro Lunardi). La tipologia di macchina da usare è stata decisa solo adesso ed è la stessa delle macchine che verranno usate dallo stesso terminalista sulla testata della piattaforma, solo ora quindi è stato possibile avviare l’acquisto. Lo scaricatore (che ha già lavorato su varie navi) è utilizzato per il 90% del volume di stiva; il restante 10% (pulizia stiva) deve essere manipolato mediante una macchina a benna. Questo è il motivo per cui da cinque anni se ne è prevista l’acquisizione con il decreto del Ministro Lunardi”.