
[thumb:12463:l]Albisola Superiore. Un sarcastico diploma di “cuore di pietra” sarà inviato dalla Protezione Animali di Savona al pescatore albisolese che, con la sua totanara, ha catturato un enorme esemplare di calamaro, della lunghezza di 98 centimetri e del diametro di 33.
Così spiegano gli animalisti: “Una grande occasione per restituire alla natura un ‘patriarca’ del mare è stata irrimediabilmente perduta dall’ennesimo insensibile comportamento dell’uomo verso le sue creature. Animali di grandi dimensioni e di età avanzata rappresentano un successo evolutivo per ogni specie e, a tutela della biodiversità, sarebbe utilissimo lasciarli liberi, in modo che possano continuare a trasferire i propri ‘geni’ eccezionali ad un numero più grande possibile di discendenti. Il calamaro è un animale intelligente e sensibile dotato addirittura di tre cuori; ed ha vita ‘sociale’ estremamente interessante e comportamenti complessi che solo da poco tempo gli scienziati stanno studiando e scoprendo”.
Il pescatore del calamaro “super” porterà l’esemplare ad un museo, perché venga imbalsamato ed esposto. Ma l’Enpa chiede che per gli animali marini “fenomeno” (l’anno scorso un polpo di 8 chili a Varazze e due lampughe di 150 e 145 centimetri a Loano ed Albissola) “sia resa obbligatoria l’immediata liberazione, magari dopo averli fotografati, e che si stabilisca un limite di pesca, assieme al divieto per le taglie minime, anche per le dimensioni massime”.