
[thumb:249:l]Alassio. La Corte d’Appello di Genova, sospendendo parzialmente l’efficacia di una sentenza emessa dalla Sezione distaccata di Albenga del Tribunale di Savona nel dicembre 2008, ha di fatto autorizzato l’attività di intrattenimento musicale svolta da un ristoratore del centro storico di Alassio, fino alle ore 23.30, inibendola esclusivamente dalle 23.30 in poi.
Il giudice di primo grado aveva inibito totalmente l’esecuzione di un concertino musicale, ritenendo che la tutela della salute di alcuni abitanti della zona fosse prevalente rispetto alle esigenze dell’attività produttiva.
La Corte d’Appello, viceversa, pur riconoscendo “indubbie esigenze di tutela della salute degli abitanti in zona”, ha ritenuto che “sussistono ragioni plausibili, connesse alla produzione, che suggeriscono il mantenimento di tale attività di intrattenimento, capace per sua natura e secondo l’esito della documentazione prodotta, di incrementare il volume d’affari” del ristoratore.
“Non nascondo la profonda soddisfazione per il risultato ottenuto, che se da un lato giova alla società mia cliente, dall’altro reca indubbi benefici all’immagine della Città di Alassio che, come noto, ha una vocazione prettamente turistico-ricettiva”, afferma l’avv. Giovanni Maglione di Alassio, che patrocina unitamente ai colleghi di studio Sara Casale e Fabio Coggiola, la società di ristorazione, che si è vista costretta a rivolgersi alla Corte di Appello di Genova per evitare la chiusura totale del concertino serale che esegue da oltre vent’anni in una nota piazzetta che si affaccia sul mare.
“E, in un momento storico qual è quello che stiamo vivendo – aggiunge l’avv. Maglione – sacrificare ulteriormente il diritto al lavoro, peraltro anche di soggetti estranei agli interessi in contesa (quali i musicisti, i dipendenti ed i terzi dell’indotto), oltre a determinare un ingiusto pregiudizio, alimenterebbe le nefaste conseguenze della profonda recessione globale. Ritengo che il Collegio abbia voluto valorizzare diritti, quali quelli al lavoro ed all’iniziativa economica, che fino ad oggi erano stati relegati ad un ruolo di secondo piano rispetto alla tutela della salute delle persone, recuperando il principio di contemperamento delle esigenze della produzione con le ragioni della proprietà, dettato in materia di immissioni dal nostro ordinamento, principio che sempre più frequentemente la giurisprudenza formatasi sul tema ha disatteso”.
Questa può essere a buon diritto considerata una, sia pur piccola, vittoria per gli esercenti di attività turistico-ricettive che, in questo modo, possono sperare di poter continuare a svolgere attività di intrattenimento anche durante l’orario serale, in virtù dell’orientamento espresso dalla Corte genovese.