Dopo il grave episodio dell’incendio di un alloggio abitato da extracomunitari, dobbiamo dare un segnale forte per far dimostrare che Albenga:
– non è una città razzista
– vuole essere ed ha bisogno di essere una città ordinata, pulita e sicura
– installerà immediatamente toilette pubbliche in nome dell’igiene e per evitare che nessuno si permetta di orinare spregevolmente nei vasi di fiori sotto casa altrui e per strada
– presenta le scuse alle vittime del grave episodio (atto spregevole di Italiani e incendiata abitazione di Marocchini con un ricoverato grave a Genova)
– chiede siano analizzati obiettivamente i fatti e sia resa al più presto giustizia, senza discriminazioni razziali e/o sconti per nessuno
– deve affrontare tempestivamente il minaccioso clima che si sta creando in una città con un passato da preservare, un presente da difendere ed un futuro multirazziale che possano vivere in modo legale e sereno tutti coloro che abitano o vengono in questa città, con motivazioni varie e rispettabili, tranne quelle legate alla criminalità la quale, quando c’è, riguarda, purtroppo, sia gli stranieri sia gli Italiani.
Come Albenganese, nata e vissuta per i primi 25 anni della mia vita nel centro storico fiore all’occhiello di Albenga, residente poi in un altro quartiere cittadino, e come insegnante abituata ad avere nelle classi un numero crescente di alunni di varie etnìe, mi ribello al pericolo di una città e di un mondo razzista dove vivrei nel dolore.
Salviamo Albenga, e l’Italia, dal razzismo e miglioriamone la vivibilità in termini di igiene, sicurezza, atteggiamenti socio-culturali che ci riguardano e coinvolgono tutti: questo lo chiedo, proprio il giorno dopo le celebrazioni della Resistenza in nome della quale credo ancòra in un paese libero, democratico e soprattutto rispettabile.
Marinella Fanesi, Albenga