La Protezione Animali savonese è vivamente preoccupata per la sorte della fauna selvatica che vive nei boschi della proprietà ex 3M Ferrania; il frazionamento e la vendita in corso, anche se vedrà vincente il cartello creato da enti pubblici, Regione, Provincia e Comuni, non lascia molte speranze per la vasta e preziosa biodiversità che è riuscita a sopravvivere alla caccia fino ad oggi esercitatavi.
Se verrà acquistata dal gruppo di enti pubblici, l’ENPA teme che continuerà ad essere lasciata in mano agli appetiti dei cacciatori locali, con la consueta caccia selvaggia prevista dalle permissive norme di legge vigenti, che il senatore Orsi vorrebbe ulteriormente peggiorare a favore dei suoi elettori-cacciatori.
Sembra però che al peggio non vi sia mai fine; in Valle Bormida si mormora di un gruppo di privati che intendono acquistare almeno i territori migliori dal punto di vista fau-nistico, per crearvi un’azienda agrituristica venatoria, ovvero una riserva di caccia a pagamento, dove si potrà cacciare quasi tutto l’anno e la vita di ogni animale, cinghiali, caprioli, volpi, fagiani, pernici, lepri, sarà messa in vendita per il divertimento degli “sportivi cacciatori”. Ritornerà insomma il “progetto Appennino”, tanto caro ad un noto petroliere genovese, già presente in provincia con le riserve di caccia di Piana Crixia e Mioglia.
L’ENPA chiede invece che l’area sia acquistata da Regione, Provincia e Comune di Cairo Montenotte e destinata, almeno nella zona dell’Adelasia, a parco regionale, anche se la sottomissione del Presidente regionale e del sindaco cairese alla lobby venatoria non dia grandi speranze.
Enpa Savona