
[thumb:1638:l]Vado Ligure. Sulla difficile situazione dei Cantieri navali vadesi, società di produzione di maxiscafi in lega leggera di alluminio che opera a Vado Ligure e occupa 47 lavoratori, Antonino Miceli (Pd) ha chiesto alla Giunta di attivarsi per garantire la prosecuzione dell’attività produttiva e per fronteggiare le ricadute sociali ed occupazionali connesse alla crisi.
“C’è stata una forte crisi di liquidità – ha spiegato Miceli – dovuta al mancato pagamento di alcune commesse. La difficoltà di quest’azienda s’iscrive nel quadro di crisi generale. Un’ulteriore aggravante è dovuta all’ubicazione dello stabilimento, che non ha sbocco sul mare, per cui la movimentazione degli scafi comporta un aggravio dei costi del 10-15%. È stata concessa la cassa integrazione, ma bisogna capire le prospettive dell’azienda e quali iniziative possono essere intraprese per la tutela dei lavoratori”.
Ha risposto l’assessore regionale alle politiche attive del lavoro e della occupazione, Giovanni Enrico Vesco: “Inevitabile la decisione aziendale di cessare l’attività. La società non è proprietaria né dei terreni né del fabbricato. Il 25 febbraio in Regione si è provveduto a predisporre la cassa integrazione per 12 mesi. I dipendenti sono lavoratori altamente specializzati e abbiamo appena attivato un tavolo di confronto per riprendere l’attività e predisporre un piano per l’eventuale ricollocazione dei lavoratori”.