
[thumb:3355:l]Albenga. Dovranno rispondere di tentata strage i tre giovani arrestati per l’incendio del dormitorio di via Scotto, ad Albenga, in cui un marocchino trentunenne è rimasto gravemente intossicato. Un’imputazione pesantissima contestata dal Tribunale dei Minori di Genova ai diciassettenni V.M. e D.Z. e al quindicenne G.G., già accusati di tentato omicidio e incendio doloso con l’aggravante dell’odio razziale.
Al maggiorenne del gruppo, Simon Gheno, 18 anni, per ora non risulta addebitata l’accusa di tentata strage. Ieri gli otto arrestati della vicenda, una rissa violenta a cui è seguito l’attentato incendiario, si sono presentati ai giudici per la convalida dei fermi. Il pm Giambattista Ferro di Savona ha chiesto la permanenza in carcere per i tre italiani: oltre a Gheno, i due accusati della rissa Samuele Zannino, 20 anni, e Stefano De Maria, 21 anni.
Per i due fratelli marocchini Azeddine e Mouloudi Nafid, 30 e 33 anni, è stata proposta la scarcerazione con obbligo di firma. Permanenza in carcere, invece, la richiesta per i tre minori interrogati a Genova. Appare gravosa la posizione di Simon Gheno e dei tre minorenni: l’accusa è quella di aver riempito di benzina una tanica e di averla vuotata nel magazzino dove dormiva Abdel Aziz Zhairi, il magrebino che è finito all’ospedale San Martino in fin di vita per intossicazione.