Ora i tempi si fanno piu’ brevi per la corsa elettorale e… toh! Guarda un po’ piu’ velocemente si muovono le attivita’ intorno alle varie opera: waterfront vadese, centrale termoelettrica, progetto Margonara.
Cerchiamo di comprendere o quantomeno di non ignorare quella “rete sistema” di mille regole a pochi conosciute che potrebbero fare saltare o rendere piu’ dispendiosi tutti questi progetti. Ma come “CITTADINI” forse dovremmo “sorvegliare” (se non ce lo impedissero) a che le cose vengano fatte non troppo in fretta rianalizzando tutto quanto questi progetti concernono.
Nella mia visione limitata (mi scusino i lettori), pare che ci sia una discreta confusione (tipica delle corse… si sa’ I posti sul podio non sono mai piu’ di 3), ma molte domande rimangono senza risposta. Gli abitanti di Vado Ligure hanno ampiamente dimostrato di non essere favorevoli alla realizzazione del terminal container.
Che fine ha fatto l’idea di di convertire il terminale rinfuse/carbone di Vado Ligure in terminale per gas naturale LNG?
Come mai a fronte di nuove soluzioni tecniche possibili: rigasificare a bordo delle navi stesse o realizzare un impianto di rigasificazione offshore o prevedere la possibilita’ di ormeggiare le navi LNG ad una installazione similare a quella in uso da circa 40 anni al porto petroli di Genova Voltri.
La gente comune a cui non e’ dato sapere dettagli e altro, si potrebbe domandare che in questo modo, forse avremmo avuto meno discussioni per l’ampliamento della centrale termoelettrica alimentandola a gas naturale con conseguente abbattimento delle polveri emesse in atmosfera.
Si potrebbe opinare se poi abbiamo bisogno di tutta questa energia. Pare che l’evidenza dei fatti, la volonta’ di ampliamento lo confermi. Una maggiore produzione di energia elettrica avrebbe potuto fare di Vado Ligure un polo energetico interessante in grado di fornire energia elettrica con un impatto ambientale piu’ contenuto e a costi piu’ bassi. Un aspetto interessante per dare ossigeno alle industrie della nostra area e della Val Bormida. Chissa’ forse e senza ignorare l’eolico si potrebbe sperare di esportare energia elettrica invece che acquistarla dai nostri cugini d’oltralpe.
Del progetto Margonara se ne leggono diverse, tra queste una credibile: che non sara’ un porticciolo turistico, ovvero non ci saranno ritorni economici in quell settore, ma limitatamente a quello della cantieristica. Non ci voleva una classe dirigente speciale per arrivarci. Negli anni 70 era gia’ oggetto di qualche discussione fra compagni di scuola dell’ITN una possible realizzazione di porticciolo finalizzata alla spinta dell’indotto cantieristico si settore (si ricordino le frequenti crisi dei Cantieri Campanella, le difficolta’ dei Baglietto e della Navalmeccanica savonese e i Solimano).
Un rammarico sono passati circa 40 anni, ma un nuovo illuminismo ancora non si vede. In sintesi questo e’ l’elemento di riflessione che dovrebbe portarci alle urne o meno ognuno secondo il proprio libero diritto spogli da condizionamenti delle segreterie di partito o patronali ideologie, tessere e colori.
Vincenzo C.