
[thumb:5148:l]Vado Ligure. Il consiglio regionale ha preso in esame un ordine del giorno (primo firmatario Ubaldo Benvenuti, Partito Democratico, ma sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi) che impegna il presidente della giunta a intervenire, insieme agli enti locali savonesi dove dovrebbe essere realizzata la nuova piattaforma di movimentazione dei container, sulla Maersk per evitare ogni ulteriore calo occupazionale.
Il documento ricorda che i tagli occupazionali sono in contraddizione con la disponibilità manifestata dalle istituzioni ad ogni livello a favorire il radicamento della società in Liguria. L’ordine del giorno è stato redatto al termine di un incontro con una folta delegazione di lavoratori della multinazionale danese in sciopero. Le organizzazioni sindacali hanno spiegato che l’anno scorso c’è stata una riduzione di 130 dipendenti su 500 e la mancata riconferma di 60 lavoratori a tempo determinato. Ulteriori tagli sono previsti quest’anno. A seguito della decisione del tutto unilaterale di trasferire la direzione aziendale da Genova ad Algesiras sono state messi in discussione altri 45 posti della sede di Genova-Corte Lambruschini. Di questi alcuni erano stranieri e si sono facilmente reinseriti ad Algesiras. Ma 17 di loro, tutti italiani non si è ancora trovata una collocazione. E la crisi internazionale in corso rende sempre più difficile trovare soluzioni per questi lavoratori.
“Tutte queste scelte sono state attuate – hanno spiegato i lavoratori – in modo totalmente unilaterale bypassando le organizzazioni sindacali, trattando direttamente con i singoli dipendenti e nella completa assenza di un piano industriale, al punto che l’anno passato, dopo aver avviato 170 licenziamenti, l’azienda si è vista costretta a proceder a 70-80 riassunzioni. Siamo stanchi di questo comportamento inaccettabile nel metodo e nel merito”.
I sindacati hanno ringraziato il presidente della giunta Claudio Burlando e l’assessore alle Politiche attive del lavoro Enrico Vesco per la paziente opera di mediazione effettuata. L’assessore Vesco ha ricordato di aver proposto l’utilizzo della cassa integrazione in deroga per i lavoratori in esubero e di aver concordato con l’Inps la fattibilità dell’operazione ma di attendere ancora risposte dall’azienda. “A noi hanno detto che rifiutano questa possibilità” hanno affermato a sorpresa i lavoratori.
“Occorre coinvolgere nella trattativa il comune di Vado – ha affermato Nicola Abbundo, Moderati per il Popolo delle Libertà – dove deve essere insediata la piattaforma molto contestata dalla popolazione perché l’atteggiamento dell’azienda è contraddittorio con la disponibilità mostrata dalle istituzioni all’insediamento”. Una posizione, questa sostenuta anche da Pietro Oliva (Forza Italia).
“Se vogliamo mettere sul tavolo questa carta – ha detto il presidente Claudio Burlando – dobbiamo essere tutti d’accordo sulla possibilità di andare fino in fondo e poi essere molto conseguenti sulle eventuali scelte. Ricordo che è stata fatta una finanziaria ad hoc per favorire quell’insediamento con un apposito finanziamento, un insediamento che un referendum ha contestato e che oggi appare contraddetto dall’atteggiamento dell’azienda”.
Nessuno dei consiglieri presenti ha obiettato su tale proposta. All’incontro erano presenti fra gli altri: Nicola Abbundo (Moderati per il Popolo delle Libertà), Ubaldo Benvenuti (Partito Democratico), Tirreno Bianchi (Partito dei Comunisti italiani), Cristina Morelli (Verdi), Vincenzo Nesci (Partito della Rifondazione comunista – Sinistra europea), Pietro Oliva (Forza Italia), Vincenzo Gianni Plinio (Alleanza Nazionale).