La scommessa del microcredito sbarca in Italia: Mohammed Yunus, presidente della Grameen Bank e premio Nobel per la pace nel 2006 (conseguito “per gli sforzi diretti a promuovere lo sviluppo economico e sociale dal basso”), ha annunciato la fase avanzata e finale del progetto che nascerà in sinergia con Unicredit, Università di Bologna e Grameen Trust, e grazie al quale riuscirà ad aprire una “filiale” anche in Italia.
L’iniziativa che Yunus intende lanciare in Italia per il microcredito non prevede l’apertura un vero e proprio sportello bancario, ma la creazione di una serie di rapporti strutturati da una “Organizzazione non governativa” con varie associazioni territoriali, con l’obiettivo di fornire denaro a tassi molto bassi, seguendo il metodo adottato in altri paesi per fornire credito a coloro che non riuscirebbero ad ottenerlo rischiando cosi di finire nelle mani degli usurai.
Non solo Unicredit ma anche altri esponenti bancari ne hanno auspicato l’adesione, manifestando in un momento economico come quello presente, una certa sensibilità alle problematiche sociali.
Yunus ha fondato in Bangladesh nel 1977, la Grameen Bank, un istituto di credito indipendente che pratica il microcredito senza garanzie e che ora è diffuso in 57 paesi. La missione della banca è di affermare un’attività economica che punti alla realizzazione di obiettivi sociali, anziché alla massimizzazione dei profitti. L’ente concede infatti microprestiti, ovvero prestiti di modesto importo, alle popolazioni meno abbienti locali senza richiedere garanzie collaterali, basandosi sulla fiducia e sull’idea che queste abbiano attitudini e capacità imprenditoriali sottoutilizzate .
La base del microcredito è la “rete”, costituita dai “gruppi di reciproco sostegno” attualmente in funzione in più di 43 Stati: ad ogni gruppo di cinque individui viene concesso un prestito. All’intero gruppo viene negato ulteriore credito qualora la situazione finanziaria di uno dei suoi membri divenga inaffidabile. Ciò, ovviamente, crea incentivi economici alla responsabilità e alla solidarietà di gruppo, aumentando parallelamente l’efficienza dell’intervento creditizio.
Un dato sorprendente , soprattutto per chi come noi è abituato a sentir parlare dei “sub-prime”, è che la maggior parte dei beneficiari del credito concesso siano donne, circa il 96%, come altrettanto stupefacente è il tasso di rimborso, superiore al 98%. Più della metà dei clienti finanziati in Bangladesh si sono sollevati dalla povertà estrema grazie al microprestito della Banca: lo dimostrano parametri quali la frequenza scolastica di tutti i figli, tre pasti al giorno per tutti i componenti della famiglia, l’installazione di servizi igienici in casa, la casa a prova di infiltrazioni piovose, l’acqua potabile.
La Grameen inoltre, raccoglie depositi, fornisce altri servizi, e gestisce varie attività economiche finalizzate allo sviluppo, tra cui società commerciali, telefoniche e nel settore dell’energia: sarà sicuramente interessante vedere come questa iniziativa impatterà su un modello creditizio altamente referenziato come quello italiano.
Lorenzo Ossum
ossum@ivg.it