
[thumb:2946:l]Savona. “Non è giusto parlare di voto utile: la legge prevede il doppio turno, nel primo si sceglie chi è piu vicno ai propri ideali e nel secondo il proprio canditato o il minor male”. Così Michele Boffa, pronto alla corsa per Palazzo Nervi con il contrassegno del Partito Democratico, all’inagurazione del suo point elettorale in piazza della Maddalena a Savona.
“Io sono uno dei candidati – ha detto Boffa – Non si deve concentrare per forza l’interesse sui due che si prevede vadano al ballottaggio. Stiamo lavorando a chiudere gli apparentamenti con le forze politiche, Italia dei Valori e Comunisti Italiani, mentre procede il dialogo con i socialisti e con il Pcl di Ferrando. Tengo a sottolineare che anche Verdi e Udc, che concorreranno autonomamente, hanno comunque riconosciuto la credibilità della mia candidatura; pertanto sono incoraggiato per il secondo turno”.
Ma nell’eventuale secondo turno il programma politico non cambierà e resterà quello del presidente, ha garantito Boffa. Anche perché su tematiche come il Piano regolatore portuale, l’Aurelia Bis, infrastrutture in genere e reindustrializzazione di alcune aree l’accordo con parte delle forze ambientaliste organizzate appare improbabile.
“Nel caso dell’Udc, le distanze non sono poi così incolmabili, anche se loro cercano il centro perfetto – ha detto il candidato del Pd – Noi guardiamo all’intero elettorato, quindi anche alle componenti moderate. Il pericolo, soprattutto, è in chi si candida per la Provincia di Savona ma obbedisce a poteri esterni, perché non vedrà i propri progetti realizzati”.
Lavoro, futuro per le famiglie che scommettono sui figli, scuola di qualità, rapporto tra formazione e mondo imprenditoriale. Sono alcuni punti programmatici annunciati da Boffa. Sostegno non solo all’industria, ma a turismo, agricoltura, commercio e servizi. In particolare, l’esponente del Pd si è detto pronto a scegliere l’assessore al turismo mediante un confronto collegiale con le categorie economiche, magari assegnando la poltrona anche ad un non eletto.
No secco all’ampliamento della centrale termoelettrica Tirreno Power da parte di Michele Boffa, nonostante le prospettive occupazionali del progetto. “Il nuovo gruppo a carbone aumenterebbe la potenza complessiva, sì, ma è preferibile immaginare un ammodernamento con altri impianti che a parità inquinino di meno” ha dichiarato, aggiungendo: “Come possiamo fare turismo di qualità e di prossimità con un nuovo gruppo a carbone?”. Sulla tematica dei rifiuti, il candidato presidente del Pd ha sostenuto la necessità di perseguire la differenziata spinta. “Accetto di discutere sulla discarica a Passeggi – ha poi detto – ma prima vanno fatti controlli, verificando se eventualmente possa piuttosto essere realizzata a Ponente”.
L’esperienza dell’amministrazione di centrosinistra guidata da Marco Bertolotto, naufragata nel commissariamento, non spaventa Boffa: “E’ un’eredità che non rappresenta un problema. La ferita è rimarginata, certo non dimenticata. Noi però dobbiamo lavorare per consentire al presidente una maggiore indipendenza dal partito, nello stesso tempo senza ignorare il partito che lo ha sostenuto. La provincia deve raccogliere e coordinare le proposte delle amministrazioni locali; ci sarà quindi un rapporto continuo con i sindaci, con me la Provincia sarà un amico affidabile per i Comuni”.
Tra i programmi di Boffa, anche l’istituzione delle conferenze dei sindaci per territorio istituzionalizzate e con riunioni periodiche in cui si discutano le ambizioni dei singoli territori. Infine, il candidato del Partito Democratico è convinto che la persuasione degli argomenti possa fare presa: “Se potessi parlare con tutti i 280.000 elettori, vincerei le elezioni”.