
[thumb:10859:l]Villanova d’Albenga. Si scommette sull’intervento dei privati per il rilancio dell’aeroporto ingauno “Clemente Panero” ma, nonostante il disco verde da parte del Ministero dei Trasporti per il bando di concorso che vedrà la riduzione della presenza pubblica e la notizia di ulteriori finanziamenti di sostegno dalla Regione, l’indice di ottimismo continua a scendere. “Malgrado l’offerta di acquisto presentata dal gruppo Orsero i tempi vanno a rilento e com’è noto gli imprenditori non hanno sempre molto tempo a disposizione – osserva Fiorenzo Timori, presidente del comitato per il rilancio dell’infrastruttura aeroportuale – Eppure, forse la privatizzazione potrebbe davvero salvare il Panero, da tempo a rischio chiusura”.
La doccia fredda è, prima fra tutte, la defezione di Ciro My: il presidente di Explora Italia (la società proprietaria dei velivoli che tramite voli charter consentiva di collegare Villanova con Bastia in Corsica, Tortolì in Sardegna, Malpensa e Roma) ha chiuso l’ufficio presso l’aeroporto di Villanova, lamentando l’assenza di collaborazione e di aiuto da parte delle istituzioni, delle Camere di Commercio di Savona e Imperia e della Regione Liguria, che ad oggi non avrebbero assunto “nessuna iniziativa concreta per consentire alla società di integrarsi con il territorio costruendo i rapporti necessari affinché questa fosse sufficientemente conosciuta e messa in condizione di produrre utili e risultati positivi”.
“L’unico imprenditore del settore che si era fatto avanti in maniera concreta, fornendo aerei, uomini e mezzi, ha lasciato il sito e nessuno è in grado di sapere se tornerà o se ha già ricevuto proposte più concrete di quelle di Villanova” osserva Timori, che guarda ai contributi economici di recente annunciati dall’assessore regionale Carlo Ruggeri come ad una nebulosa: “Non sono affatto scontati e anzi al momento si tratta di un semplice disegno di legge che dovrà essere tramutato in legge regionale ed i cui tempi non sono brevi né certi. Neanche è noto l’ammontare degli stanziamenti né come e soprattutto quando saranno resi disponibili”.
Il rappresentante del comitato di rilancio (cui aderiscono dal 2007 imprenditori come Orsero, Noberasco, Capelluto, Ascheri, Albini-Pitignani ma anche esponenti di categorie come Assoutenti, Confartigianato e Confapi) non lesina dubbi neppure sul processo di trasferimento della Piaggio Aero Industries da Finale Ligure: “Lo stabilimento avrebbe dovuto insediarsi nel sedime aeroportuale già entro fine 2008, al contrario a marzo 2009 nessuno è in grado di garantire quando ciò accadrà e soprattutto quali saranno i benefici economici che andranno a favore dell’aeroporto”. “La struttura genera, com’è noto, circa 500.000 euro all’anno di passivo – conclude Fiorenzo Timori – Con fondi Piaggio dovuti ad AVA per l’affitto delle aree si potrebbe davvero tentare di apportare le migliorie di cui il Panero necessita da anni per diventare maggiormente competitivo nei confronti di altri aeroporti”.
La questione relativa all’acquisto o all’affitto delle aree del demanio aeroportuale (120 mila metri quadrati) e l’approvazione del piano esecutivo con le indicazioni delle date di inizio e fine lavori restano ancora da definire, tuttavia l’azienda aeronautica ha comunicato di aver individuato il “general contractor”, cioè il nuovo soggetto attuatore, che rileverà da Gefin l’intera operazione di localizzazione, dalla costruzione del nuovo stabilimento sulle aree di Villanova alla riqualificazione delle aree industriali dismesse a Finale.