
[thumb:2738:l]Vado Ligure. “Qualunque intervento sulla centrale di Vado Ligure deve essere primariamente improntato alla riduzione delle emissioni complessive e deve essere concertato e condiviso dalle istituzioni locali”. Francesco Rossello, segretario provinciale della Cgil, interviene sul protocollo relativo alla stabilizzazione organizzativa siglato tra Tirreno Power e i responsabili sindacali del settore elettrico.
Per la Cgil la questione ambientale è imprescindibile, allo stesso modo però – precisa Rossello in una nota – Tirreno Power rimane per il sindacato un interlocutore importante e, in questo senso, il fatto di avere individuato le ricadute occupazionali nel caso in cui si avverassero le condizioni di partenza è un fatto importante”.
Al di là delle ricadute occupazionali, il nocciolo della questione rimane la costruzione della nuova unità a carbone, radicalmente avversata da comitati locali che ne additano il “devastante costo sociale e sanitario”. Dice Rossello: “Mi sembra evidente che attualmente non ci siano le condizioni politiche e sociali per realizzare il progetto, così come la traduzione tecnica del principio ‘più energia meno emissioni’ è tutta da verificare. Proprio perché viviamo in questo contesto socioeconomico e lo conosciamo non ci siamo certo sognati di scrivere a Berlusconi e di condividere forzature o atti d’imperio”.
“Tuttavia – conclude il segretario della Cgil – è compito del sindacato non muoversi su basi pregiudiziali ma ricercare le condizioni perché si possano sempre coniugare le ricadute occupazionali con il saldo ambientale positivo, aspetto questo che non è più sufficiente mettere sulla carta, ma che deve poter essere verificato con dati certi”.