[random4:45:l]Loano. “Sarà un porto aperto a tutti, non un’isola dove rimarranno asserragliati i diportisti”. Così il sindaco di Loano, Angelo Vaccarezza, sottolinea la vocazione dell’approdo in costruzione a levante della città rivierasca. “L’impegno dell’ingegnere Salvatore Ligresti, che ha voluto investire su quest’opera, ha modificato la visione del progetto originario: al posto di un porto chiuso, che vedeva la preclusione di un 60% delle aree ai non diportisti, avremo un approdo totalmente ‘perforabile’ – spiega il primo cittadino – L’offerta cittadina e commerciale sarà quindi rivolta anche a chi, pur non avendo la barca, vuole semplicemente vivere un pezzo di mare”.
L’ampliamento interessa una superficie demaniale di 358.000 metri quadri e prevede la realizzazione di oltre 1000 posti barca. Attracchi per gli yacht da 50 metri, “colonnine” dei servizi per le imbarcazioni sopra i 16 metri con collegamenti a Internet e tv satellitare, uno Yacht Club con quattro suite superlusso vista mare e quattro camere vista monte, stabilimento balneare sulla spiaggia attigua: Loano lancia la sfida alla Costa Azzurra, cui vuole strappare la clientela di rango. La presenza di un cantiere navale che potrà lavorare su scafi oltre i 40 metri farà la differenza nell’ambito produttivo (cantieri italiani e internazionali sono in lizza per la concessione).
I diportisti sanno apprezzare le coste liguri, come dimostra un recente studio sul settore della nautica condotto da Unioncamere Liguria, ma si lamentano della mancanza di trasporti e collegamenti, con il risultato che nel 48% dei casi si limitano a stare nelle immediate vicinanze dei porticcioli. “Non sarà il caso di Loano – mette le mani avanti Vaccarezza – Il nostro, a differenza di altri, è un porto centrale rispetto alla città, molto vicino al cuore commerciale. A fare la differenza, poi, sono i circa due chilometri di nuova passeggiata, che agevoleranno i diportisti nell’esplorare il territorio al di là del proprio ormeggio”.
Il completamento dei lavori in corso è previsto per il mese di settembre del 2010. “Devo evidenziare che l’amministrazione comunale ha il merito di aver dato tempi certi alla realizzazione di quest’opera, in un Paese dove le lungaggini burocratiche possono impedire qualsiasi cosa. La Regione, lo devo riconoscere, è sempre stata solerte e attiva, dimostrando grande collaborazione”. Molti gli ostacoli che si sono frapposti all’iter realizzativo, compreso quello della protezione delle praterie di posidonia, finora superati. I lavori di costruzione delle opere a mare sono cominciati nel 1994, ma la convenzione attuativa del piano particolareggiato è stata poi integrata due volte per le varianti richieste. Alla fine del 2006 la ex Portobello Spa, oggi Marina di Loano, interamente controllata da Immobiliare Lombarda, società del Gruppo Fondiaria – SAI, ha ottenuto fino al 2072 la concessione per costruire e gestire l’approdo.
“Questo è un porto senza un metro cubo di civile abitazione, non lo si sottolinea mai a sufficienza – osserva il sindaco Vaccarezza – Invito ad esaminare gli ampliamenti di recente concessione, quanto siano caratterizzati dalle quote di residenziale. Il porto di Loano, invece, viene realizzato per fare il porto. Sembra banale, ma è questa la vera novità: non si è voluto fare un investimento speculativo, ma produttivo. Sarà la città anzitutto a trarre i frutti di questa importanete opera; il porto infatti non sarà una parte isolata della città, ma una parte interamente vivibile e aperta: chi frequenterà l’area portuale, a prescindere dal fatto che abbia la barca o meno, potrà accedere ad ogni angolo. Soltanto il prolungamento della passeggiata rappresenterà di per sé un’acquisizione di immagine e di sostanza di assoluta grandezza”.