
[thumb:10369:l]Garlenda. “L’incarico di membro del consiglio di amministrazione assunto dal consigliere comunale Silvia Pittoli nell’ambito della cooperativa ‘Il Ponte’, essendo venuto meno nel maggio dello scorso anno, risulta privo di rilevanza ai fini della contestazione di un’eventuale causa di incompatibilità”. Così il sindaco di Garlenda, Giuliano Miele, risponde all’interrogazione presentata dall’opposizione consiliare sulla posizione del vicesindaco Pittoli.
Spiega inoltre il primo cittadino: “La veste di mero socio privo di poteri di amministrazione attualmente in capo alla Pittoli all’interno della cooperativa non è suscettibile di essere ricondotta nell’ambito di una causa d’incompatibilità. Non solo. Ad ogni buon conto, anche se il consigliere Pittoli era membro del cda della cooperativa, la causa di incompatibilità non sarebbe stata né sarebbe comunque ravvisabile, essendo ‘Il Ponte’ iscritta nei pubblici registri nella sezione ‘cooperative a mutualità prevalente'”.
Prosegue Miele: “Esclusa la configurabilità dell’ipotesi di incompatibilità in contestazione, non si può invece escludere che il consigliere Pittoli, nella sua pubblica veste, si sia trovata in passato o si possa trovare in futuro in una posizione di conflitto di interessi, come recentemente accaduto al capogruppo di minoranza Dario Braggio in occasione dell’approvazione di una convenzione con il Comune per la realizzazione di tre unità immobiliari su terreni di Braggio stesso”.
“Nel qual caso – assicura il sindaco – troverà applicazione la disciplina secondo cui ‘gli amministratori… devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al 4° grado’. Il consigliere Pittoli (come peraltro ha fatto nel caso citato il consigliere Dario Braggio) si è sempre astenuta dal partecipare ai consigli comunali e giunte comunali nei quali si è trattato e o deliberato nella fattispecie di questioni involventi l’attuazione della zona C1 ed il relativo SUA. Nessun vizio può dunque muoversi alle relative deliberazioni e nessuna censura può elevarsi a carico del consigliere comunale”.