
[thumb:351:l]Finale Ligure. Gli ambientalisti finalesi attaccano l’assessore leghista Giorgio Fugardo, esponente di “Libera Caccia”. “In pubbliche dichiarazioni – dicono i Verdi di Finale – non solo esprime malcelata soddisfazione per l’esclusione dal parlamento Italiano dei ‘politici ambientalisti’, ma si dichiara convinto che ‘l’opinione pubblica sia molto più presa da problemi quotidiani contingenti, quali arrivare a fine mese, il lavoro, che non dal calendario venatorio’. Noi riteniamo invece che i problemi della vita quotidiana non debbano allontanarsi da quelli riguardanti l’equilibrio ambientale, il rispetto della natura, la salvaguardia del patrimonio faunistico”.
Secondo Libera Caccia, devono essere date certezze sullo svolgimento dello sport-caccia, depenalizzando alcuni comportamenti da sanzionare solo in via amministrativa. Diametralmente all’opposto, come noto, i Verdi, che ribadiscono: “La caccia non può essere intesa come sport e deve essere regolamentata in modo severo, compreso il calendario venatorio. Uccidere un qualsiasi essere vivente non può rientrare fra le pratiche sportive. Può essere necessario sacrificare gli animali per esigenze di sopravvivenza, ma secondo noi lo sport è tutt’altra cosa”.
I Verdi, per mezzo della responsabile provinciale Antonella De Paola dei finalesi Marina Fasce e Gabriello Castellazzi, evidenziano i numeri del rendiconto annuale che l’Associazione vittime della caccia ha presentato al Senato della Repubblica. “I dati sono estremamente preoccupanti anche per gli stessi cacciatori – osservano gli ambientalisti – La stagione venatoria tra fine 2008 ed inizio 2009 ha fatto registrare 41 morti. Tra queste vittime, 24 sono i cacciatori uccisi, le altre 17 persone cadute erano cittadini ignari che non avevano nulla a che fare con la caccia. Nello stesso periodo, per attività di caccia, ci sono stati 85 feriti gravi. Di questi 62 cacciatori e 23 non cacciatori. Tutti noi dovremmo riflettere a lungo su questi dati e i cacciatori stessi con le loro famiglie dovrebbero ripensare al significato di quello che loro chiamano sport”.
Ancora una volta, concludendo, i Verdi stigmatizzando la caccia al cinghiale: “Precisando che l’immissione anomala di cinghiali nell’ambiente è avvenuto per scelta degli stessi cacciatori, riteniamo che una limitazione degli ungulati debba avvenire attraverso metodi contraccettivi, confortati in questo anche dal parere di esperti veterinari. L’attività cruenta della caccia al cinghiale è la causa principale di incidenti mortali. Non comprendiamo perché l’assessore regionale Cassini proponga di risolvere il problema prolungando il periodo di caccia. Questa è, secondo noi, una scelta veramente pericolosa”.