
[thumb:10670:l]Provincia. Mentre il freddo stringe ancora la sua morsa sulla Riviera, la prospettiva dei bagni marini per la stagione estiva si tinge di grigio. Il campanello d’allarme lo fa scattare Riccardo Borgo, ex sindaco di Bergeggi e presidente del Sib, Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio, che esprime preoccupazione per il fatto nel decreto milleproroghe non è stato possibile inserire nessuno degli emendamenti di proroga della legge 296/06, quella, cioè, relativa ai canoni demaniali.
“Ne deriva una situazione sempre più difficile per molte imprese balneari che si sono opposte sul piano giudiziale alle richieste di nuovi canoni elevati fino a 10 volte rispetto a quelli versati nel 2006 o che solo parzialmente sono riuscite a far fronte a tali ordinativi di introito, e si vedranno ora costrette a corrispondere importi maggiorati relativi agli anni 2007, 2008 e 2009, ben al di là delle loro possibilità economiche” spiega Borgo, che aggiunge: “Si tratta di cifre che, nella maggior parte dei casi, non potranno essere incassate dallo Stato a causa della loro elevata entità e che, di conseguenza, potrebbero causare il non rinnovo o, addirittura, la revoca della concessione demaniale”.
La situazione di grave crisi per il turismo balneare verrà affrontata nel corso della Fiera Balnearia a Marina di Carrara il 3 marzo, dove le associazioni concerteranno le azioni di protesta se non saranno accolte le proprie richieste. In particolare, le associazioni di categoria chiedono che venga approvato, con urgenza, un provvedimento legislativo di riordino della disciplina che regola le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, tenendo conto anche del recente protocollo di Intesa concordato con il Dipartimento del Turismo e le Regioni.
La sostanza del discorso è che, se non si attivano provvedimenti ad hoc, molti stabilimenti balneari rischiano di rimanere chiusi. Osserva il presidente del Sib: “Un duro colpo alla spina dorsale del turismo savonese. Reclamiamo la possibilità di una proroga che potrebbe rientrare nel decreto anticrisi all’esame del Governo, in mancanza della quale molte imprese balneari quest’estate potrebbero non aprire i cancelli, mettendo così in crisi un settore che sino ad oggi, seppur tra non poche difficoltà ed incertezze, ha garantito reddito, occupazione ed investimenti”.
Riccardo Borgo, con speciale riguardo all’economia savonese, sottolinea: “Il turismo balneare è di tutti, non solo degli operatori diretti. I primi sintomi delle difficoltà, che da persistenti si fanno più gravi, ce li segnalano i titolari di stabilimenti che registrano prenotazioni molto anticipate; la previsione è che ci sarà una flessione, come del resto si può facilmente immaginare nel contesto dell’attuale e generale recessione economica”. Non si profila tuttavia un rincaro dei servizi di spiaggia, che renderebbe meno attraente l’offerta, già di per sé destinata ad essere ricalibrata sulle ristrettezze dei bilanci familiari. “Non ci sarà un’impennata delle tariffe per fare fronte all’aumento delle pertinenze demaniali – conclude Borgo – Quindi per gli operatori del settore sarà un’estate di sofferenza”.