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Lettere

Affissione di manifesti, multato il Comitato piazza Saffi-Villapiana

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A volte mi domando, ricordando vagamente la filosofia, chi fu quel famoso personaggio che inventò l’altrettanto famoso detto “Corsi e ricorsi storici”. Stiamo, a mio avviso, veramente ripetendo la storia del primo Novecento con i diritti negati, la crisi finanziaria, la mancanza di lavoro, eccetera. L’ultima cosa che mi è successa è questa. Ho ricevuto una notifica di un atto giudiziario-amministrativo inviatomi dalla polizia municipale di Savona dove mi si accusa di un illecito amministartivo per violazione alle norme in materia di affissioni abusive, disciplinato dal Regio Decreto 18 Giugno 1931 (sottolineo 1931, cioè periodo fascista) n° 773 (TULPS) e successive modificazioni.

Io avrei, quindi, ordinato o forse avrei affisso dei manifesti abusivi dove il Comitato piazza Saffi-Villapiana invitava i suoi concittadini ad una assemblea pubblica. La sera del 5 gennaio in via Cavour e zone limitrofe la polizia municipale accertava che il sottoscritto, in quanto obbligato in solido (così è scritto sulla multa e non so cosa voglia dire) del Comitato, aveva fatto affiggere su diverse facciate di stabili (portoni) numerosi manifesti di indizione di un’assemblea pubblica inerente le problematiche sulla nuova viabilità del quartiere di Villapiana.

Questa violazione non mi sarebbe stata contestata personalmente in quanto assente al momento dell’accertamento (cioè non sono stato colto in flagrante). Poca la somma della sanzione: solo 308 euro più spese di procedimento e notifica per un totale di 320 euro. Tengo a ribadire che la multa è stata comminata e notificata a me che sono, come da atto costitutivo, il portavoce e sottolineo solo il portavoce del Comitato stesso. Un Comitato di cittadini che si è formato spontaneamente per far recedere il Comune in maniera pacifica e democratica da una decisione che si è dimostrata subito sbagliata. Orbene se questo è il modo di agire di una corretta e democratica amministrazione c’è da stare allegri. Diamo fastidio?

Comunque io penso e spero che questo atto non mi arrivi dall’amministrazione, bensì sia solo una ripicca personale di un dirigente che, essendosi reso conto di annaspare in brutte acque, di essere oramai da tutti considerato l’unico caprio espiatorio rimasto, cerchi in ogni modo di risollevarsi e vendicarsi ma delle persone sbagliate. Questo è un atto che mi fa venire in mente le inibizioni al diritto di parola o le reprimende tipiche del periodo fascista o di ogni altra dittatura. “Se non siete d’accordo, state zitti e non rompete… Comandiamo noi e stop, se no attenti”. Se questa è la Democrazia Partecipata andiamo bene!

Ora io, da perseverante uomo di sinistra che ha votato questa amministrazione, spero che la stessa si dissoci da questa deturpante violazione del diritto di replica dei cittadini. Vabbene avremo violato questo Regio Decreto, ma come possiamo invitare i nostri concittadini a discutere dei problemi di tutti. Non solo abbiamo speso dei soldi e tanti per affittare una sala privata per l’assemblea, visto che le S.M.S. e le sale comunali ci sono state negate (per paura forse?), ma pagheremo anche questa e intanto non potremo più parlare ne farci vivi con gli altri. Se questo è una stato di diritto cosa succederebbe in una dittatura? Ognuno cerchi di meditare su quanto mi è successo anzi ci è successo a noi del Comitato piazza Saffi-Villapiana.

Certamente d’ora in poi quando troverò attaccato al portone di casa qualsiasi tipo di volantino che sia di partito, di società di mutuo soccorso, di circoscrizione, di robivecchi, di ente assistenziale, di parrocchia o altro, di sicuro mi riterrò nella possibilità di denunciarli alla polizia municipale in base al Regio Decreto 18 giugno 1931 n° 773 (TULPS) e successive modificazioni.

Marino Masala

Redazione
27 Febbraio 2009 alle 10:15
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