Savona. Il Giorno della Memoria, il 27 gennaio è stato istituito in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Domani, martedì 27 gennaio 2009 il Sindaco Federico Berruti deporrà una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti di Piazza Mameli alle ore 18,00: ancora una volta il cuore della città si ferma ad ascoltare i rintocchi della campana, un cerimonia semplice ma toccante in ricordo di tutte le vittime dello sterminio.
Successivamente a questo momento legato al ricordo, nell’ambito del Giorno della Memoria si terrà lunedì 2 febbraio 2009 alle ore 10,00 presso il Teatro Chiabrera, lo spettacolo teatrale “Il treno e il teorema” di Gloria Bardi, a cura della Compagnia “Gli amici di Babouche”. Lo spettacolo è organizzato dal Comune di Savona, Provincia di Savona, L’ANED e l’ISREC. Sottolinea l’Assessore alla Cultura Ferdinando Molteni “Sentiamo molto l’importanza di questa ricorrenza. Per questo abbiamo deciso di organizzare uno spettacolo toccante che parlerà direttamente alle coscienze dei tanti studenti che avranno modo di vederlo al Chiabrera. E’ questo il significato dell’evento: riuscire a far passare il messaggio della memoria attraverso le generazioni, per riflettere e capire che il valore della nostra democrazia e della libertà va difeso quotidianamente con il nostro pensiero e le nostre azioni”.
Tornando allo spettacolo del Chiabrera, “Il teorema è spiegazione – dice il professor Marenghi, personaggio del dramma – una battaglia vinta contro il caos”. Ma come si concilia questa prospettiva salvifica se mentre vengono elaborati i teoremi passano i treni della deportazione? “E il treno che ci ha portati a Auschwitz che parte ha in questa storia?” – ribatte infatti Dora Levi, scrittrice ed ex-deportata: la protagonista. Ma non si tratta solo di contemporaneità tra il treno e il teorema, il caos e la razionalizzazione: lo stesso teorema viene assorbito nella follia del male e dell’ingiustizia, nel momento in cui viene sottratto al suo vero autore il professor Levi, padre di Dora, a causa delle leggi razziali e dell’opportunismo dei collaboratori. Non esistono teoremi in grado di dare soluzione alla storia degli uomini, in cui restano, anzi, essi stessi invischiati.