Pur non essendo dell’Enpa, ci sentiamo tirati in causa perchè crediamo di essere persone di buon senso, e rimaniamo molto perplessi alle dichiarazioni di Zunino che fanno riferimento alle doppiette misericordiose dei cacciatori, invece della selezione naturale dei caprioli. Ancor di più quando leggiamo che l’Enpa ci mette il becco, che non sono esperti e che non sono naturalisti.
Non credevamo che per essere naturalisti l’attività primaria fosse quella di andare a caccia di caprioli, cinghiali e chissà quali altri animali. In situazioni come queste dove i comuni chiedono la calamità naturale gli animali devono morire in silenzio e non disturbare.
Per loro si chiama, selezione naturale e i naturalisti devono dargli una mano misericordiosa con i fucili, come hanno fatto pochi giorni fà in Trentino (o giù di lì) ad un gruppo di cervi che per fame si erano radunati ai bordi di una strada al fondo valle e i cacciatori hanno sparato tranquilli sul mucchio, scuoiandoli poi in mezzo alla strada.
Sicuramente quello di andare a caccia è un bello sport, soprattutto sano, per il cacciatore ovviamente e deve essere anche molto remunerativo,se nonostante il freddo e la neve non si tiene conto dello svantaggio degli animali. Non crediamo affatto che sia per pura vigliaccheria e per questo ci chiediamo : che fine fanno gli animali? vengono tutti mangiati dai cacciatori? viene regalata la carne alle famiglie bisognose? I ristoranti, le trattorie, alcune macellerie etc se comprano la carne dai cacciatori, viene rilasciata la relativa fattura? Sicuramente si, crediamo che i naturalisti, quelli che praticno la selezione naturale,quelli che vanno a caccia di cinghiali e caprioli perchè i cinghiali rovinano il manto erboso, perchè i caprioli mangiano gli alberi (nonostante i poverini trovino solo molte volte il cibo che viene portato dai cacciatori stessi, per aiutarli a fare una fine più misericordiosa) prima di tutto sino persone corrette, misericordiose e degli onesti contribuenti.
Egregio Sig Franco Zunino, rispetto la sua teoria per la quale il più debole è giusto che debba soccombere e quindi la naturale selezione del più forte che continua a vivere… Per quale strana ragione questa teoria dovrebbe valere solo per gli animali? Perchè bisogna intervenire quando un paesino viene isolato magari per la stessa ragione,la neve? Le auguro e spero che lei sia profondamente convinto in quello che crede e che quindi quando avrà bisogno per una banale influenza, di un antibiotico o di un altro qualsiasi farmaco se non addirittura dei viveri, non ne faccia rimedio sfruttando l’intervento di persone che preparate, credono in quello che fanno come i volontari benemeriti dell’Enpa.
Flavio Fiumara e Eleonora Pollero