
[thumb:9963:l]Provincia. Il nome di Michele Boffa è uscito vincente dalle urne delle primarie organizzate dal Partito Democratico: l’ex sindaco di Millesimo sarà il candidato per le prossime elezioni provinciali di primavera. Le operazioni di voto si sono svolte nella giornata di oggi, domenica 14 dicembre, dalle 9 alle 19, con serie difficoltà in Valbormida e nell’entroterra di Savona a causa dei formidabili temporali e della neve che anche gli scrutatori sono stati impegnati a spalare per consentire l’accesso ai seggi. Alto il numero dei partecipanti alla consultazione: 5912. Nella città di Savona hanno votato in 1500.
Il superfavorito Boffa, 58 anni, insegnante di matematica, ex assessore provinciale dopo essere stato primo cittadino di Millesimo dal 1990 al 2004 ed attualmente capogruppo regionale del Pd, ha confermato i pronostici. Quotato come il papabile fin dall’annuncio delle primarie, è stato scelto da militanti e simpatizzanti che lo hanno preferito agli altri cinque candidati in lizza conferendogli ben 2047 voti, pari al 40,93%. Un successo pletorico soprattutto in casa, a Millesimo, dove ha collezionato 411 consensi sui 449 voti espressi.
Questi i risultati degli altri concorrenti: Pier Luigi Pesce, ex assessore alla viabilità della giunta Bertolotto, ha ottenuto 1465 voti (ovvero il 24,91%); Paolo Apicella, coordinatore cittadino del Pd di Savona, 597 voti (10,15%); Remo Zunino, attuale sindaco di Celle Ligure, 589 voti (10,02%); Ferdinando Molteni, assessore alla cultura del Comune di Savona, 427 voti (7,26%); Giovanni Ragazzini, segretario alassino del partito Democratico, 396 voti (6,73%).
Il medio ponente in queste primarie si è convalidato roccaforte di Pesce, che a Loano e Boissano, dove si sono registrati 731 elettori, ha incassato 712 voti. Al di sotto delle previsioni l’affluenza ad Albenga, dove i votanti sono stati 315. Avevano diritto di voto i residenti della provincia savonese che, almeno sedicenni, anche stranieri purché con il permesso di soggiorno, dichiarassero di riconoscersi nella proposta del partito, impegnandosi a sostenerlo alle elezioni e accettando di essere registrati nell’albo pubblico degli elettori.
A Michele Boffa, dunque, il compito di dare l’assalto a Palazzo Nervi, per riconquistare l’ente dopo l’implosione dell’amministrazione Bertolotto e l’attuale fase di commissariamento. Proveniente dalla Margherita, come margheritino era il precedente numero uno della Provincia, Marco Bertolotto, il candidato del Pd avrà l’impegno di ricomporre gli equilibri tra le forze politiche ancora in subbuglio dopo la caduta della giunta provinciale.
La “festa della democrazia”, come l’ha definita il coordinatore provinciale Giovanni Lunardon, è stata guastata dal maltempo, ma solo in senso formale, perché alla fine gli accessi ai seggi sono andati oltre le aspettative. I sostenitori del centrosinistra in Valbormida, dove i disagi meteoclimatici hanno messo a dura prova gli organizzatori dei seggi e gli elettori, hanno fronteggiato le avverse condizioni atmosferiche pur di dare supporto al concorrente rappresentativo del loro territorio. A Cairo Montenotte, per esempio, si sono recate alle urne 457 persone. A Sassello, invece, a causa della neve non si sono potute svolgere le votazioni.
Soddisfatto Giovanni Lunardon: “E’ stata una straordinaria dismotrazione di partecipazione e adesione popolare. Hanno votato quasi 6 mila persone, più di quanti abbiano votato per la costituzione dei circoli del Pd, che erano stati meno di 5 mila. Il mio ringraziamento a a tutti i votanti, che hanno affrontato il maltempo pur di dare il proprio voto”. “Inoltre – chiarisce il coordinatore provinciale del Partito Democratico – se queste fossero state ‘primarie finte’, come ha detto qualcuno, non si sarebbero mosse così tante persone per andare a votare in una giornata di grave pioggia e neve”.
“Non mi dispiacerebbe lasciare l’esperienza legislativa in Regione e ritornare ad amministrare, in diretto contatto con il territorio, i cittadini della mia provincia e i loro sindaci” ha detto Michele Boffa, che così ha spiegato il sì alla candidatura: “Ho accettato perché, in un momento elettoralmente delicato e difficile, chi interpreta l’impegno politico come un servizio reso alla comunità, avendone la possibilità, non deve tirarsi indietro. Ho accettato perché, in una fase ancora costitutiva del partito, credo di poter rappresentare ed essere portatore, anche in una occasione come questa, di idee utili per un confronto produttivo”.