Savona. Di seguito le riflessioni di Marco Ravera sulla bocciatura da parte del VIA regionale al progetto del porto turistico della Margonara, commentando anche la volontà della Port Authority di ricorrere al Tar, con la chiusura degli stabilimenti balneari di fronte allo scoglio della Madonnetta: “Il parere della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) sembra aver inferto un colpo decisivo al progetto della Margonara. Gli uffici tecnici della Regione, infatti, hanno evidenziato diverse incongruenze e irregolarità effettuando annotazioni inconfutabili. Due su tutte. La prima riguarda lo scoglio della Madonnetta che, secondo gli uffici della Regione, non deve essere inglobato nella progettazione, tradotto non deve essere circondato dal cemento. La seconda annotazione riguarda, invece, il moto ondoso che a causa del porto muterebbe con conseguenze devastanti”.
“Non sono volontariamente intervenuto sul pronunciamento tecnico, perché di questo si tratta, della Regione in attesa della presa di posizione politica della Giunta regionale che, come noto, è spaccata su questo punto. Due affermazioni negli ultimi giorni mi hanno tuttavia stimolato. La prima è dell’Assessore Livio Di Tullio che dimostra come il PD abbia nella nostra provincia idea diametralmente opposte a quelle espresse, ad esempio, da Soru in Sardegna. Di Tullio afferma, infatti, che sarebbe singolare se Savona fosse l’unica città della Liguria senza porto turistico. Io ne farei un motivo di vanto perché in questa Regione si è costruito troppo e male. Ne farei motivo di vanto perché segnerebbe una discontinuità con il passato. Ne farei motivo di vanto perché si dimostrerebbe con i fatti un’autonomia rispetto all’Autorità Portuale. Autonomia che spesso latita dalle parti del PD.
“Ma proprio dal Presidente dell’Autorità Portuale giunge una proposta che, benché provocatoria, mi sembra interessante. Rino Canavese ha sospeso la concessione allo stabilimento balneare sostenendo provocatoriamente che se l’area è davvero così preziosa deve essere conseguente la realizzazione di un parco marino. Non ci crederete, ma sono d’accordo. Perché non fare diventare la zona, a tratti degradata, un’area protetta? Si creerebbe sviluppo e turismo di qualità. Quell’area diverrebbe un simbolo contro le speculazioni ancor più importante di Punta Perotti a Bari”.