
[thumb:3159:l]Provincia. L’ex presidente della provincia di Savona, Marco Bertolotto, torna all’attacco del Partito Democratico: “Da tempo ho sollevato la questione morale nel Pd. Prima l’ho fatto all’interno degli organismi, poi, non trovando orecchie disposte ad ascoltarmi, l’ho fatto nelle sedi pubbliche fino a pagarne le conseguenze, subendo la sfiducia da parte di chi ha da tempo nascosto la testa sotto la sabbia per non vedere”.
L’ex presidente dell’ente di Palazzo Nervi allarga poi il tiro: “Il comportamento del partito sulla scelta del candidato alle primarie è una dimostrazione di come sia aperta la questione morale anche nel Savonese. Nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza dei voti e l’esponente della segreteria, Michele Boffa, è stato bocciato dal 60% dei votanti, mentre Pesce, presentato come asso nella manica per bloccare la scalata di Boffa, è stato bocciato dal 75%”.
“Un partito serio – continua Bertolotto – avrebbe preso atto del risultato ed avrebbe cercato un nome nuovo. Una segreteria moralmente credibile avrebbe rassegnato le proprie dimissioni, dopo che il candidato della segreteria è stato sfiduciato dal 60%. Invece il segretario Lunardon ha parlato di enorme successo. Le primarie dovevano essere la riscossa del Pd, invece un esiguo numero di persone sono andate a votare. ovvero meno di 6.000 su 63.000 elettori del Pd alle scorse elezioni. A questo quadro si aggiunga che Filippi, di Rifondazione, ha esortato alla partecipazione e che Pesce ha trascinato i socialisti al voto”.
“Quando la politica diventa solo ed esclusivamente il metodo per mantenere il potere, anche contro la volontà degli elettori – conclude Bertolotto – è chiaro che c’è una questione morale aperta”.