Savona. E’ una condanna piuttosto severa quella che il giudice Marco Rossi ha inflitto a Massimo Scozzaro, savonese di 35 anni, a processo per spaccio di sostanze stupefacenti, precisamente hashish e cocaina. Il magistrato ha infatti decretato otto anni di reclusione per l’imputato, a fronte di una richiesta del pubblico ministero di sei anni, il minimo previsto dal codice per questa tipologia di reato.
La pesante pena ha stupito i familiari del condannato, la madre e tre donne, che hanno urlato in aula il loro disappunto, venendo immediatamente accompagnate fuori dai carabinieri. Massimo Scozzaro era già in carcere, in seguito a un procedimento per droga collegato al delitto Carelli. Forse anche per questo il giudice ha usato la mano pesante, considerando la reiterazione del reato.
I fatti si sono svolti nel marzo di quest’anno, quando Scozzaro, dopo una serie di pedinamenti, indagini ed intercettazioni, era stato fermato sotto casa sua, nella savonese via Repusseno a Lavagnola, poco dopo che due giovani in scooter si erano allontanati.
Dalla successiva perquisizione erano saltati fuori poco più di 2 grammi di hashish, 100 euro, un telefonino e un foglietto manoscritto con due nomi abbreviati e cifre riconducibili verosimilmente a contabilità dello spaccio. Nell’abitazione erano poi stati trovati circa 7 grammi di “fumo”, 140 grammi di mannite, un bilancino e 1.400 euro, mentre nel controllo della sua vettura, una mercedes 190, gli agenti avevano riscontrato due grammi di coca.