Dopo il pessimo spettacolo messo in scena nella vicenda Bertolotto e la confusione e l’improvvisazione con cui si è giunti allo stop di una telenovela, che ha condotto ad un finale incredibile ed ha provocato la caduta della provincia, deve risultare chiaro che ora non si può ricominciare da capo come se nulla fosse accaduto.
Da notizie di stampa inizia a filtrare il nome di questo o quel candidato “gradito” ad alcuni Sindaci o ad un territorio ed ecco che si ricomincia con la disinformazione. Logorare questo o quel candidato o tentare di imporlo. A prescindere dal valore e dalla qualità delle persone indicate che non è messa in discussione, questo non va assolutamente nella direzione proclamata nei mesi scorsi, dove si è ripetuto e considerato come vincolante un metodo e l’applicazione dello Statuto, per giungere ad una candidatura. Vorrei ricordare a tutti i democratici che il nome del candidato per le provinciali sarà e non può essere diversamente, espressione di una scelta che dovrà essere sancita da regolari primarie. O avete scherzato finora?
Meglio chiarire fin d’ora che saranno primarie vere o gli elettori non capiranno la vicenda Bertolotto che avrebbe nelle mani uno strumento elettorale d’attacco formidabile cotro il Pd e ricomincerà il balletto. Aver iniziato a fare dei nomi, tra l’altro rende obbligatorio procedere alle primarie, cosa che poteva anche non essere necessaria se si fosse formata una maggioranza su un nome, come è accaduto a Burlando che è stato riconfermato non avendo rivali con un nome e cognome. Dopo che sono filtrati i primi nomi in circolazione le primarie ci saranno come logica conseguenza.
Il candidato che avrà ottenuto la legittimazione di un voto sarà forte del consenso della maggioranza che si sarà espressa e nessuno potrà poi rimetterlo in discussione accusando i dirigenti di questo partito di scelte verticistiche e lontane dalla volontà popolare. Primarie e competizione vera nelle provinciali a questo punto sono un obbligo anche morale. Dopo averle tanto evocate ora si facciano.
Mary Caridi