AFFERMAZIONE DI MACCIO´
“La proposta di Tirreno Power per il potenziamento della centrale di Vado Ligure viene giudicata un progetto di rilevanza strategica per l´area savonese e per il Piano Energetico Nazionale.” (Il Vostro Giornale IVG del 9/11/08)
RISPOSTA DEL MODA
L´Italia oggi raggiunge una potenza netta installata di ben 85.000 MW (fonte TERNA 2005) ed una capacità produttiva di almeno 500 TWh ben in grado di soddisfare non solo la domanda attuale di energia elettrica che oggi è di circa 330 TWh ma anche la domanda di energia futura perchè al 2015 sono stimati 432 TWh e relativi 76.000 MW di potenza netta installata (fonte TERNA).
Non è applicabile quindi l´Art. 1 della Legge 9/04/2002 n°55 “Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale” utilizzato da Tirreno Power per ottenere l´autorizzazione unica del progetto di ampliamento a carbone cui all´oggetto.
A livello provinciale poi l´energia elettrica prodotta dalla centrale Tirreno Power risulta oggi. dopo ripotenziamento a metano con 1.420 MW di circa 5 volte maggiore di quella consumata e con l´aggiunta del nuovo gruppo a carbone sarebbe di 7 volte superiore.
Anche a livello regionale l´energia elettrica prodotta risulta circa il doppio di quella consumata. Non abbiamo bisogno quindi di altra energia da fonti fossili. Si tratta piuttosto di depotenziare e ambientalizzare l´esistente ed il progetto di ripotenziamento sponsorizzato da Macciò non è strategico né per il piano energetico nazionale né tantomeno per l´area savonese. Oggi le tecnologie disponibili permetterebbero di sostituire il carbone della centrale di Vado con le energie rinnovabili a vantaggio di economia e occupazione. Occupazione che in centrale nel passaggio da Enel (anno 1985) a Tirreno Power (anno 2006) è letteralmente crollata da 556 a 224 unità.
AFFERMAZIONE DI MACCIO´
“Le caratteristiche innovative della proposta, i contenuti tecnologici e l´attenzione posta alle problematiche ambientali e di risparmio energetico la rendono compatibile e realizzabile, nel rispetto della severa normativa europea che tutela l´ambiente e la salute dei cittadini” (IVG del 9/11/08)
“Tirreno Power ha presentato un’iniziativa da 800 milioni che con semplicismo viene indicata come terzo gruppo a carbone nella centrale di Vado Ligure – dice Macciò – Il progetto è invece articolato, comprende il rinnovamento del parco idroelettrico ligure e iniziative per produrre energia solare ed eolica. Il potenziamento di Vado, collegato ad un miglioramento ambientale, consentirà di investire nelle energie alternative, mentre aziende e famiglie devono ottenere sconti sulle bollette”. (Il Secolo XIX del 9/11/08)
RISPOSTA DEL MODA
Rispetto alla situazione attuale con il nuovo gruppo a carbone si aumenterebbero nel complesso le emissioni inquinanti e non si ridurrebbero come invece erroneamente dichiara Tirreno Power!
Ecco nel dettaglio gli incrementi dei principali gas inquinanti:
1. CO2 da 3,7 milioni d tonnellate/anno a complessivi 7,5 milioni di tonnellate/anno (+ 102%)
2. NOx da circa 3.000 tonnellate/anno a circa 4.500 tonnellate/anno (+50%)
3. SO2 da circa 5.300 tonnellate/anno a circa 5.800 tonnellate/anno (+10%)
Il totale dei costi esterni (danni alla salute, alle cose e all´ambiente compreso il riscaldamento globale) stimati secondo i parametri della unione Europea per la centrale Tirreno Power (oggi nel 2008 produce 3.000 GWh /anno a carbone e 5.000 GWh/anno a gas per un totale di circa 8.000 GWh/anno) vanno da un minimo di 110 MILIONI DI EURO/ANNO fino a un massimo di 500 MILIONI DI EURO/ANNO. Tutti i costi ricadono sulla società e quindi su cittadini mentre i guadagni che attualmente sono di circa 500 milioni di euro/anno arricchiscono solo la proprietà.
A proposito poi del “rispetto per la salute dei cittadini” dichiarato da Macciò, ricordiamo che da studi USA per la Centrale a carbone di Vado in si può ricavare una mortalità prematura di circa 100 morti/anno e una mortalità cumulativa in 30 anni di funzionamento di circa 3.400 morti.
Riguardo infine alla piccola percentuale di energie rinnovabili (2% della potenza installata) previste dal progetto Tirreno Power ricordiamo che non sono un “regalo” bensì un obbligo di Legge che non amortizza per nulla gli enormi danni alla salute e all´ambiente sopra stimati.
Ciò dimostra che l´ampliamento a carbone non è un investimento utile per il savonese, come Macciò dichiara, bensì una speculazione antieconomica del tutto inutile e piuttosto che “un miglioramento ambientale” produce danni gravissimi alla salute, all´ambiente e all´economia di tutta la provincia di Savona.
AFFERMAZIONE DI MACCIO´
“Con un´azione forte e coesa – aggiunge – enti pubblici ed imprenditori debbono perseguire insieme l´obiettivo di ridurre i costi della bolletta energetica per famiglie e imprese nell´ambito territoriale prossimo all´impianto di produzione” (IVG del 9/11/08)
RISPOSTA DEL MODA
I costi sulla bolletta sono oggi in Italia tra i più alti d´Europa anche perché, contro la normativa europea, si addebitano impropriamente come contributi alle rinnovabili la combustione dei rifiuti e degli scarti del petrolio ! La diminuzione della bolletta dovrebbe intanto avvenire abolendo tali imposizioni. Ricordiamo poi che la centrale di Vado già oggi sfora i limiti per la CO2 imposti dalla normativa nel rispetto del protocollo di Kyoto con 500 mila tonnellate. Allora gli enormi costi da 10 a 55 EUR/tonnellata di CO2 in eccesso ricadranno sui cittadini con l´aumento delle bollette come dichiarato dal Governo. Altro che sconto sulle bollette!
CONCLUSIONI
La Provincia di Savona, che già oggi produce cinque volte l´energia che consuma, è stata già fin troppo devastata da oltre 30 anni di inquinamento da carbone favorito da lobby economiche che, senza alcun rispetto verso l´ambiente e la salute della popolazione, mirano solo al loro personale profitto….a fronte di tutto ciò sporge però spontanea una domanda: quanto incidono i “finanziamenti di De Benedetti (Tirreno Power) ad alcune correnti politiche” denunciati dall´ex vicesindaco di Vado a proposito della ristrutturazione ancora a carbone della centrale di Vado-Quiliano? (Il Secolo XIX del 28/05/2004). Noi puntiamo, consigliando una politica energetica rinnovabile, ad un miglioramento dell´economia e ad un incremento occupazionale anziché proseguire con il degrado ed il fallimento economico di tutta la provincia.
Data questa gravissima situazione, documentata anche dalla Comunita’ Europea, a tutela della salute e dell´ambiente, il MODA chiede per questa “centrale in citta´” almeno la chiusura immediata dei 2 gruppi a carbone mantenendo il gruppo a gas (ciclo combinato) con 760 Mwe per realizzare cosi´ depotenziamento e totale metanizzazione votati all´unanimita´ dai consigli comunali di vado e di quiliano e per 2 volte dal consiglio provinciale di Savona, come era stato richiesto dall´Istituto Superiore di Sanita´ dal suo direttore prof. Cortelessa nel maggio ´88 e come sempre sostenuto con seria e coerente posizione dal sindaco Marengo di Spotorno. completa metanizzazione per la centrale di Vado e´ stata votata recentemente all´unanimita´ anche dal Comune di Savona il 31/07/2007.
Dott. Virginio Fadda (biologo)
Dott. Agostino Torcello (medico pneumologo),
MODA Savona
Desideriamo fare una breve annotazione in seguito alle recenti dichiarazione del Presidente dell’Unione Industriali di Savona di cui riportiamo un breve stralcio: “La più importante è la proposta di Tirreno Power per il potenziamento della Centrale termoelettrica di Vado Ligure. Le dimensioni dell’investimento (oltre 800 milioni di Euro), le caratteristiche innovative della proposta, i contenuti tecnologici e l’attenzione posta alle problematiche ambientali e di risparmio energetico conferiscono a questo progetto rilevanza strategica per l’area savonese e per il Piano Energetico Nazionale.La produzione di energia a costi contenuti nel rispetto dell’ambiente e degli obiettivi posti dal protocollo di Kyoto è una priorità per l’industria italiana e lo è a maggior ragione per il nostro territorio”.
La nostra associazione non si oppone alla modernità anzi è favorevole alle nuove tecnologie: è legittimo ed opportuno che una società moderna miri allo sviluppo e quindi a creare fonti di energia e ricchezza; ma noi, da cittadini responsabili, desideriamo che i processi di sviluppo si svolgano in modo serio, mai superficiale o poco approfondito, cercando il bene di tutti i cittadini, specialmente quando sono toccati temi che riguardano la nostra salute affinché tutti siamo consapevoli dei costi e dei benefici delle varie scelte. Noi non commentiamo le affermazioni del Signor Macciò circa il potenziamento della centrale termoelettrica, ci piacerebbe però che i cittadini fossero correttamente informati su cosa pensano del problema alcune Amministrazioni Comunali e la Regione Liguria.
Ci limitiamo quindi a riportare testualmente solo alcuni stralci tratti da verbali dei Comuni di Savona e Quiliano, che hanno manifestato parere negativo alla proposta di potenziamento per il Territorio e dal “Parere” del Comitato Tecnico Regionale per il Territorio: trattandosi di documenti ufficiali evidentemente le valutazioni in esse contenute riteniamo, a buon diritto, che siano frutto di attento studio e ponderate considerazioni:
1) “la convenienza economica del carbone rispetto agli altri combustibili è in realtà un minor costo per l’azienda che ne usufruisce, ma comporta elevati costi sociali, economici e sanitari per la comunità”
2) “non è perseguibile la sostenibilità dello sviluppo energetico proponendo, ancora una volta, un progetto di ampliamento della centrale che abbia come componente fondamentale l’utilizzo del carbone, relegando la produzione di energia da fonti rinnovabili a “marginale ed aggiuntiva””
3) “quanto proposto non si concilia con l’obiettivo della drastica riduzione delle emissioni di CO2 …..L’ampliamento comporta un aumento netto delle emissioni di CO2 punta su una estensione della combustione a carbone non prevista dalle politiche di indirizzo della Comunità Europea….”
4) “non è prevista nell’analisi progettuale la problematica dell’aumento del tasso di radioattività per la quale deve essere realizzata una campagna di analisi della situazione esistente”
5) “le proposte sono completamente carenti di una analisi dei danni economici che ricadrebbero sia sul settore agricolo, proteso verso produzioni di nicchia e di qualità dell’agro alimentare, sia sul settore turistico-ricettivo”
6) “La situazione ambientale attuale nella sottozona 2b (Savona -Vado Ligure – Quiliano), si trova già a livelli di guardia senza considerare l’avvio dei gruppi a metano”
7) “il voto unanime espresso per due volte dal Consiglio Provinciale di Savona (15/11/95 e 20/03/98) deliberò per la completa metanizzazione e per il depotenziamento della centrale termoelettrica di Vado L.-Quiliano”
8) “La combustione nell’industria dell’energia e quindi essenzialmente la centrale termoelettrica, è la rioritaria responsabile delle emissioni di ossidi di azoto (68,3%) PM 10 (34,9%) SOx (89,7%) e di COV (37,9%)”
9) ” si rileva la mancanza nel bilancio del CO. Nulla è inoltre specificamente detto sulle PM10. sia in termini di efficacia dei sistemi di abbattimento previsti (filtri elettrostatici o filtri a maniche, di cui non è indicata la scelta), sia soprattutto in relazione alla loro formazione secondaria”
10) “assenza di elementi di fattività per i proposti interventi di compensazione tramite realizzazione di impianti e attività per lo sfruttamento delle risorse rinnovabili, che pertanto non possono essere conteggiati come tali nel bilancio ambientale complessivo”
Invitiamo i cittadini a valutare con attenzione le suesposte considerazioni e a leggere nella loro completezza i documenti ufficiali da cui abbiamo tratto solo alcuni stralci per rendersi compiutamente conto della situazione del nostro territorio in relazione alla presenza della centrale termoelettrica e al suo ipotizzato potenziamento.
Documenti da cui sono stati tratti i passi citati:
a) Deliberazione Consiglio Comunale di Quiliano n 18 del 9 maggio 2007 .Ordine del giorno – progetto relativo alla costruzione ed esercizio di una nuova unità a carbone da 460 MW nella centrale termoelettrica di Vado L.-Quiliano.
b) Verbale della seduta n 18 del 31 luglio 2007 Consiglio Comunale di Savona
c) Regione Liguria Parere 134/214 Comitato Tecnico Regionale per il Territorio- Sezione per la valutazione di impatto ambientale.- Seduta del 5 giugno 2007.
Associazione Uniti per la Salute