Assistiamo al solito strombazzare della giunta De Vincenzi, tramite il suo assessore all’ambiente Geom. Palmarini, dell’ottimo risultato della raccolta differenziata. Risultato che si traduce in un non aumento della tassa sui rifiuti. Bella cosa, in tempi di vacche magre va bene…
Però la Giunta gioca sempre a nasconder le carte: sarà anche vero, nessun aumento. Però lo studio (!) sulla raccolta differenziata è costato ai cittadini ben 80.000,00 euro (ottantamilaeuro!!!). Non sono pochi, sono circa 8 euro per ogni cittadino abitante residente domiciliato di Pietra Ligure. Se si pensa che la tassa sui rifiuti mediamente, per un appartamento, è di circa 80-90 euro, i pietresi hanno dovuto pagare il 10% in più per il solo studio. Tra le altre cose, affidato ad un azienda di Cuneo, forse che li di “rumenta” se ne capiscano di più… mah!
Non sarebbe bastato far un giro su internet per trovare la soluzione adottata? A parte di depliant, Francesco Moser (che avrebbe almeno dovuto girare su di una eco-bici ed illuminare la pizaza di Pietra Ligure con la dinamo!), i sacchetti per la raccolta della plastica (subito sostituiti con gli ovvi bidoni), questi 80.000,00 euro a cosa sono serviti? Non ci voleva Einstein, bastava aver voglia di non far pagare ai cittadini altri denari. Si sarebbe ottenuto lo stesso risultato (se metti i bidoni, i cittadini la raccolta differenziata la fanno da soli), e magari adesso si sarebbero potuta abbassare la tassa sui rifiuti del 10% che dicevamo sopra.
M.D.